|
|
|
|
Il Rapporto Fise Unire Ma anche i rifiuti sono in crisi
La crisi economica si misura anche attraverso i rifiuti. Si consuma meno, si producono meno scarti e le aziende che si occupano di raccolta differenziata e di smaltimento piangono, per il calo di materie prime. «Se non saranno messi in atto rapidi e concreti interventi gli effetti della crisi economica rischiano di far inceppare il ciclo di raccolta e recupero rifiuti» si spiega durante un incontro organizzato da Fise Unire (l'Unione nazionale imprese del recupero) in seno ad Ecomondo.
Già in un precedente incontro sulle esperienze a confronto di raccolta differenziata urbana era stato messo in evidenza come il calo nei consumi aveva portato ad un abbassamento tra il 3 e il 5% dei volumi di raccolta.
Nel 2008 in Italia la rete di recupero ha raccolto oltre 32 milioni di tonnellate di materiali, oltre la metà sono metalli (18 milioni di tonnellate), seguono carta e cartone (6,3), vetro e in coda la plastica con meno di un milione di tonnellate. Per supportare la richiesta di materie da avviare al riciclo è stato necessario importare altri 6 milioni di tonnellate, per lo più metalli. Mantenere flussi di approvvigionamento costanti, quindi, ma anche materie prime di qualità, è il secondo tema messo sul tavolo da Fise Unire.
«Una raccolta differenziata di qualità - ha sottolineato Corrado Scarpino, presidente di Unire - rappresenta il presupposto e non l'obiettivo principale di una migliore gestione dei rifiuti. I risultati ottimali devono puntare a produrre materiali recuperati con sempre maggiore qualità e sulla capacità di essere riassorbiti in nuovi cicli produttivi». (R. V. G.) Articoli correlati
Powered by !JoomlaComment 4.0alpha3
!joomlacomment 4.0 Copyright (C) 2009 Compojoom.com . All rights reserved." |































