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| Venerdì 27 Aprile 2007 | ||||||
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Uno studio di Modello di gestione ideale dell'acqua Siccità – Studiare i fiumi studiare gli sprechi: il caso Adige Al parco dell'innovazione di Bolzano sta per nascere un Centro di competenza dell'acqua «Una soluzione al problema siccità? Innanzitutto risparmiare acqua. In Italia se ne perde circa il 33% nel viaggio dagli acquedotti alle case. In alcune regioni, come la Sicilia, arriva al 70%», sottolinea l'ing. Silvia Franceschi, responsabile del settore idrogeologico di Hydrologis, start-up nel Tis specializzata nell'applicazione e nell'implementazione di tecnologie innovative di carattere idro-geomorfologico. Visto il rischio siccità per l'estate 2007, martedì 24 aprile il ministro Alfonso Pecoraro Scanio ha proposto al Consiglio dei ministri la dichiarazione dello stato di emergenza idrica. Il parco dell'innovazione di Bolzano, che studia soluzioni e tecnologie all'avanguardia per innovare le imprese e gli enti pubblici, è molto attivo sul fronte delle tematiche ambientali e lavora a stretto contatto con esperti del settore. «Il Tis innovation park è un ponte tra il Nord dell'Europa e l'Italia. Noi trasmettiamo il know-how sperimentato con successo altrove, verso la nostra regione e verso l'Italia. E per poter rispondere anche qui con efficacia e in maniera innovativa ai problemi di tipo ambientale, al Tis innovation park stiamo formando un Centro di competenza dell'acqua, di cui fanno parte Christian Tasser, del nostro Centro per le energie rinnovabili, e la Hydrologis», afferma Hubert Hofer, direttore del Tis innovation park. Hydrologis collabora già da qualche tempo con la facoltà di Ingegneria di Trento e con l'Autorità di bacino dell'Adige per studiare un modello di gestione dell'acqua adatto ai diversi potenziali scenari. «La crisi da gestire è la scarsità dell'acqua, realtà verso cui stiamo andando sempre più. Il futuro ci riserverà lunghi periodi di siccità e improvvise piene che il terreno non riuscirà ad assorbire. Noi stiamo tra l'altro modellando tutto l'asse dell'Adige per simulare l'effetto che le situazioni di magra hanno sull'intero ecosistema. Inoltre, se il livello del fiume cala, c'è il rischio reflusso dell'acqua del mare nella foce del fiume, visto che l'Adige sfocia a monte del Po. L'acqua salata distrugge flora e fauna fluviale, problema quest'ultimo spesso sottovalutato», commenta l'ing. Franceschi. La Provincia di Bolzano, nell'ambito del progetto «Sviluppo e applicazione di un sistema interregionale per l'individuazione e la valutazione del rischio idrogeologico», ha appena affidato a Hydrologis l'incarico di costituire una banca dati sui punti di debolezza dei fiumi di fondo valle dell'Alto Adige. Il progetto è di grande importanza per pianificare il territorio e studiare in maniera approfondita la dinamica dell'acqua in Provincia. Ogni punto di debolezza infatti verrà poi studiato con la massima attenzione dai progettisti. «I punti di debolezza possono essere le sezioni di fiume insufficienti, i punti a rischio di esondazione, i restringimenti o gli argini in condizioni non soddisfacenti - spiega Silvia Franceschi –. Questa è la prima fase del lavoro. In seguito si dovrà disegnare una cartografia dei pericoli, da inserire nel piano regolatore ed evitare così allagamenti o peggio dovuti a un'improvvisa alluvione». Nel 2006 la Hydrologis ha presentato uno studio per il ministero degli Esteri per definire il potenziale idroelettrico del Tibet e per indicare dove localizzare le centrali idroelettriche. (Fonte Tis comunicazione) Articoli correlati
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