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| Venerdì 10 Gennaio 2003 | ||||||||||
Pagina 1 di 2 Incontro oggi e domani a Bruxelles Il Wwf ai Capi di Stato Ue: «affrontare la crisi climatica» Solo i «Pacchetto clima ed energia» può aiutare ad uscire dalla crisi economica. Ecco i «numeri» dell'economia reale basata sulla lotta alla CO2 Riportare l'economia a basi solide e lo sviluppo ad obiettivi sostenibili devono essere il punto di partenza per fare ripartire le nostre economie. Questo l'appello che il Wwf lancia ai Capi di Stato e di Governo dell'Unione europea che parteciperanno al Consiglio europeo che si riunirà a Bruxelles oggi e domani, presieduto da Nicolas Sarkozy, Presidente della Repubblica francese. Per il Wwf, quanti invocano la crisi finanziaria come scusa per ritardare il pacchetto di riforma dei sistemi energetici europei rischiano di togliere all'Europa proprio una delle maggiori opportunità di rilancio e crescita: la promozione delle fonti rinnovabili, il rilancio dell'efficienza energetica, la riduzione dei costi di approvvigionamento di combustibili fossili. «Le riforme necessarie per rendere sostenibili i sistemi energetici e l'economia sono le stesse che garantiscono una crescita solida e di lungo periodo - dichiara il Wwf -. In pochi giorni le borse europee hanno bruciato oltre 1.000 miliardi di Euro, l'Europa brucia oltre 1.000 miliardi di Euro di combustibili fossili all'anno, ogni hanno, al mondo, la deforestazione brucia tra i 2.000 e i 5.000 miliardi di Euro in servizi ambientali non rinnovabili. Dobbiamo pensare a non mandare tutto in fumo. In questi due mesi il Wwf continuerà la pressione sui Governi di tutta Europa, compresa l'Italia, con la Campagna GenerAzione Clima chiedendo anche ai cittadini europei di unirsi al nostro appello». I provvedimenti di emergenza e di salvataggio della finanza mondiale di questi giorni non possono distogliere l'attenzione dalla ricetta per mantenere vitale l'economia mondiale nei prossimi anni e decenni. L'attuale pacchetto di riforme su energia e clima presentato dalla Commissione europea permette all'Europa di conservare la leadership mondiale sulle politiche in difesa per il clima e fornisce un ambiente di sviluppo dinamico per le nuove tecnologie in grado di risollevare le imprese dall'attuale crisi. Lo stesso governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, ha richiamato il ruolo leader dell'Italia e dell'Unione europea «nella realizzazione di strumenti basati sul mercato per combattere il cambiamento climatico» ricordando come «il sistema di scambi di emissione dell'Ue è il primo al mondo del suo genere e il suo successo è il riferimento per l'introduzione di analoghi sistemi a livello internazionale». L'«economia reale» della lotta alla CO2 Ridurre le emissioni climalteranti nelle percentuali richieste dalla comunità scientifica è l'opportunità per rilanciare uno sviluppo economico solido ed al servizio del pianeta. Efficienza energetica e fonti rinnovabili sono i pilastri della nuova economia. Ridurre le emissioni del 30% significa migliorare l'efficienza di un sistema economico del 30% incrementandone la competitività e la solidità. Significa valorizzare le risorse locali, migliorare la bilancia dei pagamenti, promuovere e proteggere un'occupazione diffusa e specializzata. Significa promuovere un economia solida e reale. Secondo una recente analisi di McKinsey gli investimenti in efficienza sono in grado di stabilizzare i consumi al 2020 garantendo tassi interni di ritorno degli investimenti del 10%, grazie al mancato costo dei combustibili fossili, superiori a qualsiasi altro settore. Il raggiungimento dell'obiettivo europeo del 20% di energia da fonti rinnovabili al
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