Sempre più ambiente nell’industria e… in Vaticano

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Dopo che l’industria automobilistica ha reso invivibili le nostre città ora strizza l’occhio alle tecnologie pulite e per il Papa è in arrivo una «papamobile» solare

Fino ad ora gran parte delle forze politiche e le lobby di potere in generale hanno pensato che una forte caratterizzazione ambientalista facesse perdere voti o consensi vari, per cui in ogni campagna elettorale, o in ogni scelta strategica giudicata decisiva, la scelta ecologista si riduceva a qualche candidato ecologista, oppure dedicando un capitolo del programma all´ambiente, quasi sempre in stridente contrasto con gli altri capitoli e in particolare con quelli economici.
Fino ad ora: scegliendo di mettere a contatto le più belle modelle del mondo con gli animali della Savana Pirelli ha imposto il suo nuovo messaggio nell’edizione 2009 del celeberrimo calendario: «torniamo a garantire la giusta attenzione all’ambiente». Il tutto per ribadire la grande attenzione di Pirelli come produttore di pneumatici a favore di una crescita globale sostenibile. Tutto il mondo a quattro ruote soffre a livello economico e Pirelli non fa differenza. Gli ultimi prodotti della «P lunga» strizzano in effetti l’occhio alla sostenibilità globale, a maggiori rese chilometriche e minori emissioni.
In poche parole, il Calendario Pirelli 2009 vuole significare il cambiamento.
Paradossalmente, questa volta, esiste un terreno comune di appartenenza tematica tra Pirelli ed addirittura il Vaticano, perché il tetto del salone delle udienze papali, l’aula Nervi, è ora ricoperta da 2.400 pannelli solari. Questa è la novità. «La ricerca di energia pulita e sicura a basso costo è un dovere che risponde a opportunità economiche, a esigenze ecologiche e ad un imperativo etico», ha spiegato il cardinale Giovanni Lajolo, presidente del Governatorato della Città del Vaticano.
La cultura del verde della Santa Sede non è una novità. Il Vaticano è stato il primo paese del mondo ad aver formalmente azzerato le proprie emissioni inquinanti grazie ad un parco di settemila ettari in Ungheria donato al Papa da un’impresa americana-ungherese l’anno scorso.
L’impresa tedesca che ha ricoperto di cellule fotovoltaiche l’aula delle udienze a mo’ di regalo a Ratzinger, la SolarWorld AG, ha già proposto un altro dono al Papa tedesco: una «papamobile» fornita di cellule solari che attraversi piazza San Pietro senza un filo di inquinamento.
Lo stesso cardinale ha reso noto che il Papa potrebbe introdurre il tema ecologico e della tutela ambientale nella prevista enciclica sociale. Più volte annunciata come imminente, ma ancora mai data per certa, la lettera di Benedetto XVI dovrebbe affrontare i temi della giustizia sociale e della globalizzazione.

(Valentina Nuzzaci)
(27 Novembre 2008)