Indagine sul radon in Puglia

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    Responsabile il tufo e la pietra leccese e la caratteristica geologica del carsismo. L’inquinamento da radon indoor costituisce un problema non irrilevante in quanto rappresenta una delle cause più importanti di tumore polmonare

    Gli edifici realizzati in muratura portante (tufo e pietra leccese) o con struttura mista (cemento-laterizi e tufo) sono quelli nei quali sono state misurate le maggiori concentrazioni di radon a riprova dell’importanza che rivestono i materiali da costruzione e le tipologie edilizie nel determinare le concentrazioni di radon indoor.
    È il dato principale cui è giunto uno studio dell’Arpa Puglia che sarà presentato a Milano nel corso della settima conferenza nazionale dell’Apat («L’innovazione al servizio della conoscenza e della prevenzione. Dai sistemi di monitoraggio alla diffusione della cultura ambientale») dal 24 al 26 novembre.
    In Puglia è noto che la caratteristica geologica del suolo è il carsismo. E negli edifici il radon accede, oltre che per esalazioni dalle pareti, filtrazione della rete idrica e del gas, anche attraverso fessure di interstizi non perfettamente compatti. Negli edifici moderni, costruiti con laterizi su fondazioni in cemento, l’esalazione di radon dal suolo e dalle pareti è minore, risultandone quindi la concentrazioni di radon indoor inferiori rispetto a quelle misurate negli edifici in muratura portante in tufo o mista.
    Il fenomeno del carsismo quindi influisce sensibilmente sul processo di esalazione del radon attraverso la formazione di una rete sotterranea di diffusione del radon che, trasportato dall’acqua e dai gas, percorre grandi distanze e viene liberato all’esterno grazie alla presenza di numerose faglie e per tali ragioni anche rocce calcaree caratterizzate da un contenuto relativamente basso di uranio, possono liberare notevoli quantità di radon.
    L’inquinamento da radon indoor costituisce un problema non irrilevante in quanto rappresenta una delle cause più importanti di tumore polmonare. Come affermato recentemente da alcuni autori sarebbe opportuna l’utilizzazione del principio precauzionale che implica la necessità di limitare, il più possibile, l’esposizione al radon indoor. Tale principio si basa sulla dibattuta ipotesi dell’assenza di soglia nella relazione dose-risposta tra esposizione al radon ed effetti oncogeni, relazione che è stata stabilita sia per l’esposizione professionale sia per quella indoor.
    (01 Novembre 2003)