L’Arpa Basilicata contro la decisione di Scanzano

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    Una scelta che è arrivata come una doccia scozzese: «Noi non abbiamo ricevuto alcun dato in merito. All’indomani del decreto ho sentito telefonicamente l’Apat e il direttore generale Giorgio Cesari e anche loro non ne sapevano nulla»

    MILANO  (Nostro servizio) – L’agenzia regionale per l’ambiente della Basilicata «ruggisce» tutta la sua rabbia dimostrando apertamente il nervosismo nell’essere stata oltrepassata nel suo ruolo di presidio del territorio per aver scelto Scanzano come luogo della discarica nucleare senza nessun preavviso, né alcun dato ancora oggi.
    La pressione alla quale il direttore Pasquale Ferrara e tutti i funzionari presenti a Milano sono sottoposti è forte, tanto da aver dovuto rivedere tutti i loro interventi nei vari seminari in seno alla 7^ Conferenza nazionale delle agenzie ambientali. Ognuno rivendica il diritto di conoscere come e perché si è arrivati ad identificare proprio Scanzano come luogo per realizzare la discarica nucleare nazionale. «L’agenzia regionale ha fatto parte qualche tempo fa di una commissione per la valutazione di un luogo idoneo in Basilicata dove costruire un deposito nucleare ed erano stati identificati 3 località, tra queste non c’era assolutamente Scanzano». Una scelta che è arrivata quindi come una doccia scozzese: «Ripeto noi non abbiamo ricevuto alcun dato in merito. All’indomani del decreto ho sentito telefonicamente l’Apat e il direttore generale Giorgio Cesari e anche loro non ne sapevano nulla».
    Bisogna comunque sottolineare che l’Apat come suo ruolo istituzionale non è un decisore politico e che di conseguenza non doveva, né poteva intervenire nella scelta di Scanzano, come di qualsiasi altro luogo. Il ruolo tecnico e di controllo dell’Apat è stato di analisi tecnica del problema rifiuti nucleari (studi che si rifanno ad agenzie precedenti alla costituzione dell’Apat) prima che il decisore politico prendesse una decisione, ora, dopo la pubblicazione del decreto legge, è coinvolta nel processo di validazione o meno del sito, un compito che dovrà essere compiuto entro 30 giorni dall’uscita del decreto.
    «Noi siamo il braccio tecnico della Regione e degli enti locali nel monitoraggio e controllo ambientale del territorio – spiega Ferrara – il 21 novembre scorso il Consiglio regionale ha promulgato una legge che definisce la Basilicata ?zona denuclearizzata? ed ora tutti i nostri sforzi saranno puntati a far rispettare questa legge». Se la Basilicata è «in guerra» contro il decreto del Governo, l’Arpab rivendica per se il ruolo di «braccio armato». «Noi non scendiamo in piazza, né istituzionalmente lanciamo proclami? sottolinea Pasquale Ferrara? non è il nostro ruolo. In occasione di questa Conferenza nazionale ho preso contatti con altri direttori generali che mi hanno dato il loro appoggio ed ho chiesto all’Apat di convocare un consiglio straordinario federale delle agenzie, per dibattere insieme il problema. Il problema di Scanzano è una questione sulla quale ad oggi non siamo in grado di dare nessuna informazione, perché niente ci è stato detto».
    L’ultima parola non è stata ancora pronunciata ma la Basilicata non mollerà la presa e nella sua battaglia accanto c?è sicuramente la sua agenzia regionale per l’ambiente.
    (Rita Schena )
    (25 Novembre 2003)