Il Parco D’Abruzzo «ucciso» dal bracconaggio

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Il bracconaggio uccide il Parco D’Abruzzo con decine e decine di animali rari e preziosi, protetti a livello europeo, che continuano a cadere senza che nessuno riesca ad intervenire per fermare il fenomeno. E’ questo l’allarme lanciato dal Comitato Parchi Nazionali d’Italia, anche a nome di altri gruppi e movimenti ambientalisti che cercano di difendere soprattutto orsi bruni marsicani e lupi appenninici, specie in passato sottratte all’estinzione a prezzo di grandi sforzi, ma ormai condannate a scomparire se la situazione non cambierà.
E da un paio d’anni a questa parte, la furia dei vandali contro il Parco sembra essersi

scatenata non solo a colpi di pallettoni e bocconi avvelenati, ma anche contro il patrimonio boschivo con tagli selvaggi di alberi, costruzioni abusive, possibili grazie al silenzio delle Autorità locali che solo ultimamente sembrano lanciare l’allarme.
Il Parco oggi è solo la pallida ombra di quello che era ancora qualche anno fa: la sorveglianza è allo sfacelo, i poteri delle Guardie sono stati annullati e sospesi i servizi di controllo notturni.
La crisi avrebbe bisogno di interventi urgenti per accertare quali siano stati i danni a flora e fauna fino ad oggi e per riportate secondo le direttive europee il Parco al passato splendore.