A Genova si costruisce il futuro del mare

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tonno pesca

La necessità di un approccio duplice: da una parte la costruzione del recupero del rapporto uomo-mare, dall’altra il recupero e la gestione dei dati. Positivo il trend della qualità delle acque. L’analisi dei sedimenti marini condotta nell’ultimo triennio ha mostrato che il 20% delle acque risulta di bassa qualità ambientale: la regione che mostra un profilo migliore è la Puglia con il 100% di aree con alta qualità, seguita dalle Marche con l’80%

GENOVA – (Nostro servizio) «Il mare è una risorsa che appartiene a tutti e come tale va gestita con progettualità», così si è espresso Bruno Soracco, direttore generale dell’Arpa Liguria, aprendo a Genova il Convegno internazionale sull’ambiente marino e costiero nell’area euro-mediterranea.
Una continuazione ideale della conferenza nazionale delle Agenzie ambientali e una occasione per affrontare le tematiche relative alla salvaguardia dell’ecosistema marino a 360 gradi.
L’approccio è duplice: da una parte la costruzione del recupero del rapporto uomo-mare, dall’altra il recupero e la gestione dei dati. Anche su questi fronti la Liguria si conferma all’avanguardia. La regione sta puntando direttamente al recupero del rapporto con il mare attraverso un’intelligente sistema di progettualità costiera con il Piano territoriale di coordinamento delle coste e il Piano della portualità turistica. Imminente la costituzione del Centro del mare che avrà il compito di raccolta e gestione dei dati sul bene risorsa del mare, elaborando i dati provenienti da Comuni, Porti, Capitanerie, ecc.
L’organizzazione dei dati è la preoccupazione principale anche delle strutture europee, dalla commissione D.G. Ambiente che deve armonizzare e snellire le leggi; all’Agenzia europea per la sicurezza marittima, la cui attivit è «segnata» dai disastri del mare, dal caso Erika alla Prestige; al comitato per la convenzione di Barcellona tesa a «fotografare» lo stato delle immissioni inquinanti dei paesi aderenti «fermandole» al 1993.
Sul fronte della protezione particolare attenzione mostra il ministero dell’Ambiente. Massimo Avancini, reggente della III divisione per la tutela delle acque e degli ambienti marini e costieri del ministero dell’Ambiente, ha illustrato le iniziative promosse a livello nazionale per la salvaguardia dell’ambiente marino: promozione di finanziamenti verso i comuni delle isole minori e delle aree marine protette istituite, sia per soggetti privati che praticano il turismo nautico per ridurre l’impatto ambientale di motori fuoribordo e degli scarichi, sia a gestori di porti e approdi turistici per lo sviluppo di servizi ambientali destinati alla raccolta; ed infine agli enti gestori delle aree marine protette per sviluppare, con tecnologie a basso impatto ambientale, campi ormeggio destinati alla nautica da diporto.
In corso sono anche un contratto, dietro gara comunitaria, con Società di cantieristica navale per la fornitura di 30 battelli costieri destinati alla raccolta dei rifiuti solidi galleggianti, affidati agli enti gestori; un progetto pilota per l’impiego di biocarburanti nella nautica da biporto, presentato al Parco Nazionale delle Cinque Terre dove sarà sperimentato per poter poi estendersi ad altre; rifinanziamento del Programma di monitoraggio dell’ambiente marino e costiero avviato da un decennio in collaborazione con le 15 regioni costiere, in sinergia con le Agenzie per la protezione dell’ambiente.
Un trend positivo va registrato sulla qualità delle nostre acque. In generale i dati emersi sono confortanti: le acque di bassa qualità stanno diminuendo, tra ottobre 2003 e marzo 2004 si sono ridotte del 6%; parallelamente, le acque di buona qualità passano dal 36 al 42%. La diminuzione delle acque di bassa qualità ha interessato soprattutto le aree critiche dal punto di vista ambientale, avviando un processo di progressivo miglioramento.
«L’analisi dei sedimenti marini condotta nell’ultimo triennio – ha sottolineato Avancini – ha infine mostrato che il 20% delle acque risulta di bassa qualità ambientale: la regione che mostra un profilo migliore è la Puglia con il 100% di aree con alta qualità, seguita dalle Marche con l’80%». Avancini ha poi ricordato l’attività di tutela della biodiversità marina, citando, tra gli altri, il programma della mappatura di Posidonia Oceanica (conclusasi quest’anno con il rilevamento in Calabria e Campania e con la rivisitazione di mappature relative alle Regioni Liguria, Toscana, Lazio, Basilicata e Puglia) e l’imminente ratifica dell’Accordo Accobambs per la protezione dei cetacei nel Mediterraneo, Mar Nero e zona atlantica contigua.
I lavori di questo convegno si concluderanno domani: leggi, normative, il miglioramento degli interventi ancora da fare e le difficoltà da superare differenti da paese a paese in un settore in continua evoluzione così com’è legato alle attività produttive dell’uomo, saranno in primo piano ed esaminati al massimo livello. Ma il puntare alla cultura dell’uomo, che è stato il leit-motiv di questi giorni, fa ben sperare sulla costruzione di una base solida d’interventi futuri.
(i. l.)