L’Unione europea rilancia il monitoraggio degli ecosistemi forestali

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    Dall’unificazione e del rilancio dei regolamenti preesistenti, scaduti alla fine del 2002 e relativi soltanto al monitoraggio delle foreste, è entrato dallo scorso anno in vigore il nuovo regolamento «Forest Focus», per capire l’interazione con l’inquinamento atmosferico degli ecosistemi forestali e per prevenire e combattere gli incendi boschivi

    Nell’Europa Occidentale, l’inquinamento atmosferico prodotto dal settore industriale è stato drasticamente ridotto, negli ultimi vent’anni, grazie al successo delle misure di contenimento delle emissioni adottate a livello nazionale da tutti i Paesi firmatari della Convenzione Un/Ece (Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite) sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a lungo raggio (Ginevra, 1979), sostenute anche dagli studi e dal monitoraggio delle condizioni delle foreste, in corso per iniziativa dell’Unione europea a partire dal 1986 (dai primi Regolamenti sulle condizioni delle chiome degli alberi, degli anni ’80, fino agli ultimi sullo studio intensivo degli ecosistemi forestali, negli anni ’90). Rispetto agli anni 70, le emissioni di sostanze solforate ed azotate sono state ridotte del 70-80%, determinando un sensibile miglioramento delle condizioni di tutti gli ecosistemi del continente. Le famose «piogge acide», che fino a vent’anni fa hanno contribuito a deteriorare seriamente la salute delle foreste soprattutto in Europa Centrale, sono oggi solo un brutto ricordo, almeno nei Paesi dell’Europa Occidentale.
    I cittadini dell’Unione europea possono dunque stare tranquilli? Le nostre foreste sono ormai fuori pericolo? Purtroppo no. Vecchi e nuovi fattori di aggressione e di rischio danneggiano e minacciano ancora i fragili ecosistemi forestali europei, utilizzati e sfruttati da secoli per le loro preziose ed insostituibili risorse economiche.
    La piaga degli incendi distrugge ogni anno le foreste più sensibili dell’Europa Meridionale; con sempre maggiore frequenza, si registrano danni provocati dall’aumento della concentrazione di ozono negli strati bassi nell’atmosfera, causato dalla progressiva ed inarrestabile espansione del settore del trasporto di persone e mezzi su autoveicoli; anche l’accumulo senza sosta di sostanze azotate nei suoli forestali, dovuto alla stessa causa, minaccia l’integrità degli ecosistemi forestali. Ancora, le nostre foreste sono minacciate dai preoccupanti cambiamenti climatici e dalla perdita di biodiversità che si stanno affermando in tutto il continente europeo, ma soprattutto nella sua parte meridionale. E ancora non siamo in grado di fornire dati scientifici attendibili su quello che sta accadendo e, soprattutto, su quello che potrebbe accadere se i cambiamenti proseguissero con la stesse tendenze in atto.
    Per fronteggiare le nuove minacce, l’Unione europea rilancia il monitoraggio delle foreste con un nuovo strumento, il Regolamento «Forest Focus», recentemente approvato dal Consiglio dell’Unione europea ed ora all’esame definitivo del Parlamento Europeo. Il nuovo Regolamento, che sostituirà tutti i precedenti scaduti alla fine del 2002, si propone di rilanciare e migliorare il Programma paneuropeo di controllo estensivo ed intensivo degli ecosistemi forestali, promosso dall’Unione europea in collaborazione con gli organismi della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite che hanno il compito di attuare la Convenzione di Ginevra sull’inquinamento trans-frontaliero a lungo raggio per quanto riguarda i suoi effetti sulle foreste.

    (10 Novembre 2004)