Miramare, un parco «certificato»

253
WWF logo

Arriva dal Comitato nazionale per l’Ecolabel e per l’Ecoaudit la certificazione Emas per l’area: «Siamo orgogliosi – dicono al Wwf – di essere la prima area marina italiana ad ottenere la garanzia europea nella gestione ambientale»

Nuovo record della Riserva Marina di Diramare: dopo essere stato il primo Parco marino istituito in Italia, ora può vantare anche di essere la prima area marina protetta ad aver ottenuto la certificazione Emas. La riserva è una delle 130 aree gestite dal Wwf, ed è proprio l’associazione, in occasione del Convegno «L’Italia e le certificazioni ambientali» che si sta svolgendo oggi a Roma, a darne l’annuncio.
La certificazione Emas infatti, certifica il Sistema di Gestione Ambientale della Riserva, nel rispetto delle norme e delle procedure previste dal regolamento CE 761/2001 ma anche monitorando il conseguimento degli obiettivi di conservazione che la Riserva si è imposta: mantenere la biodiversità degli ecosistemi marini, garantire l’uso delle risorse equo e sostenibile, rinaturalizzare ecosistemi marini e costieri qualora degradati».
«Per il Wwf, Soggetto gestore dell’area, non è sufficiente il credito e la fiducia che si è costruito negli anni, né ci si è voluti limitare ad autovalutazioni delle azioni fin qui intraprese – dichiara Gaetano Benedetto segretario aggiunto Wwf Italia -. Adottando una politica di trasparenza nei confronti della cittadinanza, abbiamo voluto una forma di garanzia pubblica di livello europeo: con la certificazione Emas ora tutti potranno valutare l’operato del Wwf nella Riserva Marina di Diramare».

Un ambiente marino unico

Attraverso indicatori precisi e misurabili a disposizione del pubblico, il Wwf rende partecipe la cittadinanza della propria politica ambientale nella gestione dell’area e il processo di miglioramento verso obiettivi sempre più severi. «Ci siamo imposti una scadenza triennale di miglioramento, monitorata di anno in anno dall’ente certificatore, attraverso 8 obiettivi: conservazione della diversità specifica dell’area di marea, conservazione della naturalità dei paesaggi subacquei e subaerei, conservazione dell’integrità ecologica delle comunità del golfo di Trieste, tutela dell’area marina condivisa e partecipata con la popolazione, incentivazione della riconversione delle attività di pesca e diportistiche non eco-compatibili, contenimento del rumore in acqua, razionalizzazione dell’uso delle materie prime – dichiara Maurizio Spoto direttore della Riserva -. Come si può vedere, quindi, non solo azioni di stretta conservazione ambientale ma anche attività di coinvolgimento del tessuto socio-economico nella tutela e nella valorizzazione della Riserva».
Fin dal 1986, per prima in Italia, il Wwf e la Riserva Marina di Miramare hanno dimostrato la necessità e l’importanza di un’area di rispetto. Oggi con la maggiore età della Riserva, grazie alla certificazione Emas, il Wwf si conferma ancora precursore e apre una nuova strada nella gestione ambientale delle aree protette marine e non: una gestione trasparente, monitorata e valutabile da tutti.
L’area protetta di Miramare si estende per 120 ettari intorno al castello di Miramare, a Trieste. La Riserva comprende un’area marino-costiera i cui fondali raggiungono un massimo di 18 metri di profondità: si tratta di un ambiente marino unico per caratteristiche geo-morfologiche e per la presenza di specie rare, come l’alga bruna detta quercia di mare, endemica dell’alto Adriatico, relitto dell’ultima glaciazione o la pinna nobile, il mollusco bivalve più grande del Mediterraneo. Grande la varietà di pesci che e possibile osservare nelle escursioni di seawatching: dai labridi alle mormore, dalle castagnole alla corvina. L’area ospita centro visite, aule didattiche, percorsi in riva al mare, percorsi subacquei. La Riserva svolge costante attività didattica con le scuole e porta avanti numerose attività di monitoraggio e ricerca scientifica. Ogni anno sono 11.000 gli ospiti del Centro Visite, circa 7.000 gli studenti coinvolti nell’attività didattica, 2.500 tra subacquei e seawatcher che si immergono nelle acque della Riserva.
(Info: www.wwf.it – www.riservamarinamiramare.it).

(25 Novembre 2004)