Pubblicate le linee guida per il monitoraggio delle acque sotterranee

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Si propone una procedura omogenea nella elaborazione di metodiche di base per lo svolgimento delle attività di monitoraggio nella determinazione dei parametri chimici e fisici utilizzati per la classificazione delle acque sotterranee

Sono state recentemente pubblicate da Arpat le «Linee guida per il monitoraggio delle acque sotterranee», curate da Cristina Conti ed Elisabetta Pezzatini. Nel volume si propone una procedura omogenea nella elaborazione di metodiche di base per lo svolgimento delle attività di monitoraggio nella determinazione dei parametri chimici e fisici utilizzati per la classificazione delle acque sotterranee. In particolare sono stati individuati i seguenti passaggi operativi, per ciascuno dei quali sono fornite specifiche indicazioni su come procedere:
1. Individuazione dei corpi idrici significativi;
2. Ricognizione, individuazione e raccolta dati su pozzi/piezometri o sorgenti;
3. Modalità di campionamento per la rete quantitativa;
4. Modalità di campionamento per la rete qualitativa;
5. Raccomandazioni per il trasporto e la conservazione dei campioni;
6. Metodi analitici;
7. Modalità di gestione, elaborazione e diffusione dei dati.

Sono state elaborate schede tecniche per l’acquisizione di dati relativi alle caratteristiche costruttive, idrogeologiche, idrochimiche, ecc. dei punti delle reti di monitoraggio (pozzi/piezometri e sorgenti), eventualmente da reperire presso i proprietari, gli enti pubblici o privati che gestiscono i punti di campionamento nonché direttamente sul posto. Sono state predisposte anche schede di campagna nelle quali riportare i dati di misura della portata per le sorgenti e del livello piezometrico per i pozzi/ piezometri e misure di temperatura e conducibilità elettrica effettuate durante le campagne di rilevazione dei dati qualitativi (analisi chimiche delle acque per la determinazione dei parametri di base previsti nel D.Lgs. n. 152/99 e succ. mod.) e quantitativi. Per le fasi di trasporto e conservazione dei campioni e per le metodiche analitiche da applicare si è fatto riferimento ai manuali APAT/IRSA-CNR «Metodi analitici per le acque», 29/2003.

(Fonte Arpat)