Pesca – Azienda leader non sostiene più la caccia alle balene

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I sostenitori della campagna «Oceani di Greenpeace» sono riusciti a fare pressione sulle aziende che hanno interessi nella caccia alle balene, costringendole a fare marcia indietro, grazie ad una strategia informatica di mail e visibilità internet

Primo successo degli «Ocean Defenders». I sostenitori della campagna Oceani di Greenpeace sono riusciti a fare pressione sulle aziende che hanno interessi nella caccia alle balene, costringendole a fare marcia indietro. Il tutto grazie ad una strategia informatica che unisce alla pressione esercitata da centinaia di migliaia di mail, lo sfruttamento dei meccanismi di indicizzazione di Google per aumentare la visibilità delle pagine con le richieste alle aziende ittiche.
Gli «Ocean Defenders» hanno inviato oltre centomila mail a due delle maggiori aziende al mondo del settore ittico, la statunitense «Gortons» e la neozelandese «Sealord». Entrambe le aziende sono possedute,