Balneazione – In Calabria il mare è OK

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Nessun peggioramento sulle coste calabresi. Attivato servizio di comunicazione al pubblico per informare dell’esito ufficiale delle analisi

A seguito di numerosi articoli che appaiono quasi quotidianamente sui media locali, per fornire spesso «notizie» sulla qualità delle acque di balneazione in Calabria, l’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria), in qualità di ente strumentale tecnico-scientifico della Regione Calabria, sottolinea che sin dal 1° aprile 2006 ha in corso il programma di campionamento ed analisi delle acque di balneazione ai sensi della normativa vigente in materia (DPR 470/82).
Dagli esiti analitici ? che vengono puntualmente comunicati al Ministero della Salute e al Dipartimento Politiche dell’Ambiente della Regione Calabria – non si riscontrano, per l’annualità 2006, peggioramenti della balneabilità delle coste calabresi, se non quelle già individuate come zone di divieto permanente, codificate dal Ministero della Salute, e attribuite alla presenza di foci di fiumi, porti, scogliere inaccessibili o, ancor peggio, di scarichi di depuratori.
Risultano, pertanto, prive di ogni fondamento le indiscrezioni inerenti un allungamento di circa 200 chilometri della costa regionale interdetta alla balneazione.
Proprio per informare correttamente gli enti territoriali e la popolazione residente, nonché i numerosi turisti già presenti in Calabria, sui dati relativi alla balneabilità delle coste calabresi, l’Arpacal ha attivato un servizio di comunicazione periodica, anche attraverso i media locali, in cui saranno ufficializzati i dati delle analisi che le équipe di tecnici Arpacal stanno eseguendo sui circa 800 chilometri di costa calabrese.
L’Arpacal, con questo nuovo strumento di comunicazione al pubblico, si allinea con un anno di anticipo alla nuova normativa contenuta nella Direttiva Europea 07/2006/EEC riguardante il monitoraggio delle acque di balneazione che, tra le altre cose, favorisce una più efficace comunicazione al pubblico dei dati ambientali.
La nuova direttiva (che introduce importanti cambiamenti sia rispetto ai protocolli analitici da adottare (molto più restrittivi) e sia rispetto alla individuazione dei fattori di rischio e i criteri di conformità) classificherà le acque di balneazione in quattro classi: Eccellente, Buona, Sufficiente e Scarsa; a ciascuna classe corrisponderà un potenziale rischio di malattia stabilito dall’Oms.
Da uno studio comparativo svolto da Arpacal, di confronto tra i dati derivanti dall’applicazione dell’attuale normativa con quelli previsti dalla nuova Direttiva Comunitaria, emergerebbe, addirittura, una classificazione delle acque di balneazione in Calabria, con giudizio eccellente per ben il 92%.

(Fonte Arpacal)