In Piemonte impennata del Pm10

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Oltre a Torino, valori critici anche nel Cuneese e nell’Alessandrino. L’Assessore De Ruggiero: «Dobbiamo assolutamente rientrare nei parametri europei, non possiamo accettare che l’aspettativa di vita dei piemontesi sia ridotta di tre anni a causa dello smog»

La Regione Piemonte ha comunicato i dati relativi alla diffusione delle polveri sottili nel 2006. «Da una prima lettura delle rilevazioni – dice l’Assessore De Ruggiero – che sono ancora in fase di analisi, vediamo un anno con situazioni ancora preoccupanti sia dal punto di vista delle medie, sia come numero di giorni di superamento della soglia delle polveri. Per l’anno appena concluso gli unici dati che si possono veramente considerare positivi si registrano a Verbania, a Ponzone di Biella e Oulx, dove entrambi i parametri rimangono al di sotto dei limiti di guardia per la salute umana».

Situazione più che critica nell’area cuneese. Le centraline hanno infatti confermato il trend negativo degli ultimi anni. A Cuneo le medie annuali di Pm10 sono passate dai 33 mg/mc del 2004 ai 36 mg/mc del 2005 (valori entro il limite di 40 mg/mc fissato dall’Unione Europea), fino ad arrivare nel 2006 a 47 mg/mc. Più preoccupante ancora è il dato relativo ai giorni di superamento annui: dai 58 del 2004, ai 61 del 2005, ai ben 123 giorni di sforamento nel 2006.

Torino, se prendiamo come riferimento la stazione di rilevamento di via della Consolata (nel centro cittadino), ha peggiorato la sua media annua di Pm10: dai 58 mg/mc del 2004, ai 65 del 2005, fino a raggiungere i 67 mg/mc per l’anno appena concluso. Salta all’occhio come, invece, i giorni di superamento del limite di 50 mg/mc rilevati nella medesima stazione siano leggermente calati: dai 199 giorni del 2005 ai 184 del 2006 (per l’Unione Europea non si dovrebbero superare i 35 giorni annui).

– I raffronti 2004/2005/2006 delle 15 principali centraline piemontesi

– Inquinamento da PM10: i dati relativi al 2006.

(Fonte Eco dalle Città)