Ecco come si scoprono dallo spazio i siti archeologici

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Una metodologia, basata sulla elaborazione di dati satellitari multispettrali, permette l’individuazione di strutture sepolte di interesse archeologico. È stata sviluppata da un team di ricercatori degli istituti Imaa e Ibam del Cnr di Potenza

Un nuovo approccio, basato sull’impiego di tecniche di elaborazione di dati satellitari, ha consentito ad un gruppo di ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche di individuare, per la prima volta, tracce di strutture sepolte appartenenti a villaggi medievali abbandonati dell’Italia meridionale.
Con l’ausilio dei sensori di nuova generazione, come quelli utilizzati su QuickBird, il satellite di Google Earth, è stato infatti possibile identificare anomalie del terreno, che hanno consentito la scoperta di un insediamento medievale a Monte Irsi, ai confini tra Basilicata e Puglia.

«I dati resi disponibili dal satellite – dice Rosa Lasaponara dell’Istituto di metodologie per l’analisi