Le foreste del Congo distrutte in cambio di sale e birra

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In violazione di una moratoria nazionale sui diritti di taglio in vigore dal 2002, sono stati stipulati 100 contratti di taglio per 15 milioni di ettari di foresta pluviale, un’area cinque volte più grande del Belgio

La foresta pluviale del Congo, la seconda per estensione dopo quella Amazzonica, una delle principali difese del pianeta contro i cambiamenti climatici, è a rischio. Lo rivela «Sos Congo», un nuovo scioccante rapporto lanciato oggi da Greenpeace, che mostra come le multinazionali del legno stiano operando nella Repubblica Democratica del Congo causando disordini sociali e distruggendo l’ambiente.
Solo le emissioni di CO2 che provengono dalla deforestazione contribuiscono per il 25 per cento alle emissioni di gas serra nel mondo. Si pensa che l’eliminazione della foresta del Congo rilascerà fino a 34,4 miliardi di tonnellate di CO2 entro il 2050,