Un enorme balena umana per salvare le… balene

83

L’iniziativa, ripetuta in varie città del mondo, ha accolto i delegati dell’International Whaling Commission, i cui lavori si aprono oggi

Migliaia di persone di diversi paesi hanno appena finito di marciare per richiedere la protezione delle balene in occasione dell’incontro annuale della International Whaling Commission (Iwc), che apre oggi i suoi lavori ad Anchorage, in Alaska.
La marcia è stata guidata dagli attivisti per le balene, da star di Hollywood e campioni mondiali di surf.
La Grande Marcia Blu è un evento mondiale che si è svolto in oltre 50 città tra cui le Isole Galapagos, New Zealand, Russia, Isole Fiji, Stati Uniti, Argentina e in Europa.

I sostenitori di Greenpeace si sono così uniti al divo di «Heroes», Hayden Panettiere, al V-jay di Mtv Stephen Colletti, a Esai Morales, protagonista della serie NYPD Blues, già sostenitore della campagna «Save the Whale Again», al campione australiano di surf Dave Rastovich, all’artista Howie Cooke di «Surfers for Cetaceans» (Surfisti per i cetacei www.surfersforcetaceans.com) e ai ragazzi di Teens Against Whaling (Giovani contro la caccia alle balene) in una parata che si è trasformata in una spettacolare «balena umana» visibile dall’alto del centro di Anchorage.
L’iniziativa artistica è il culmine di una serie di eventi iniziati la scorsa settimana in Messico. È un progetto unico firmato dall’artista John Quigley e ospitato in cinque città dal Messico all’Alaska.

«Il fatto che un numero così grande di persone di tutto il pianeta si siano riunite in favore di una causa comune è un segnale forte e chiaro ai membri della commissione riuniti in Alaska: non devono perdere questa occasione per proteggere le balene ? commenta Gerd Leipold, direttore esecutivo di Greenpeace International ?. Sono centinaia le balene che, catturate nelle reti, colpite dalle navi, soffocate dalle buste di plastica, avvelenate dall’inquinamento e affamate in seguito ai cambiamenti nelle catene alimentari causati dai mutamenti climatici, muoiono ogni anno negli oceani», aggiunge Alessandro Giannì, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia.

Nelle prossime settimana, i delegati della Iwc provenienti da oltre settanta nazioni dedicheranno solo un paio di ore a discutere di queste problematiche, concentrando invece il resto dell’incontro a discutere come, quando e perché cacciare le balene, giustificandosi in base a pretesti scientifici o contravvenendo semplicemente allo stesso regolamento della Commissione.

«È incredibile che l’Iwc stia ancora dibattendo l’idea della caccia commerciale alle balene, mentre esistono così tanti fattori che mettono a rischio le popolazioni di cetacei a livello mondiale ? spiega Giannì ?: I rappresentanti dell’Iwc devono impegnarsi quest’anno a modernizzare la commissione, affrontando seriamente l’aumento delle minacce alle balene e diventare un’istituzione che lavora per le balene non per i cacciatori di balene».
Il meeting dell’Iwc si concluderà il 31 maggio prossimo.

(Fonte Greenpeace)
(28 Maggio 2007)