Le caratteristiche chimico.fisiche e biologiche del fiume Greve

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Anche Arpat ha portato il proprio contributo all’iniziativa
con un intervento di Alma Cerbai del Dipartimento provinciale
di Firenze.
Nella relazione, dopo aver fatto un quadro dell’evoluzione
nel tempo della normativa in materia di acque, ha ripercorso
la situazione del fiume dagli anni ?70 ad oggi.
La Greve è stata oggetto di monitoraggio fino dagli anni
’60 da parte del Laboratorio di Igiene e Profilassi (LIP).
In quegli anni il fiume riceveva gli scarichi idrici non depurati delle fognature dei centri abitati ubicati lungo il fiume
ed i suoi affluenti, di numerose attività:
artigianali ed industriali (lavanderie, galvaniche, laterizi, cave, cementifici), agricole.
Per questo negli anni ?70 la qualità delle acque era notevolmente compromessa soprattutto in loc. Mantignano per il notevole carico organico con valori molto elevati di: Azoto ammoniacale, Fosfati, Cod, Bod5 e Tensioattivi.
Negli anni ?80-’90 la qualità chimicofisicadelle acque mostra un progressivo miglioramento grazie a:
? L’entrata in vigore della Legge «Merli» e quindi l’adeguamento dei reflui industriali;
? La depurazione di alcuni reflui urbani;
? La chiusura di alcune attività industriali/artigianali ed agricole;
? L’emanazione di norme specifiche che portarono alla riduzione di fosforo nei detersivi.
Al contempo la qualità biologica (Ibe) rilevata nel 1991 in località: Galluzzo e Mantignano evidenziava un ambiente
fortemente inquinato: Ibe 3 Classe V.
Dal 2001 al 2006 il fiume è stato oggetto di monitoraggio mensile nella stazione di Ponte a Greve (Mas 123) sia per i principali inquinanti chimici (Tab. 1 all. 1 Dlgs 152/99) che in termini di qualità biologica (Indice Biotico Esteso – Ibe). Lo stato ecologico oscilla fra una terza classe (sufficiente
ed una quarta classe (scadente).
In questi anni si è verificato che i metalli sono di norma inferiori al limite di quantificazione e comunque inferiori
alle concentrazioni limite previste dal nuovo D.Lgs 152/2006 per le sostanze pericolose.
Dal 2003 il punto Mas-123 viene controllato due volte l’anno (inverno e primavera) per verificare la presenza di residui di fitofarmaci. I campioni invernali sono risultati sempre negativi. I campioni primaverili hanno sempre rilevato la presenza di residui di alcuni diserbanti. La situazione negli ultimi due anni appare migliorata, probabilmente anche in ragione del fatto che dal 2004 è stato revocato l’uso di simazina e terbutilazina (con esclusione dei trattamenti al mais). L’oxadiazon è un diserbante autorizzato per il diserbo di vivai. Il malation è un insetticida di largo impiego.
Inoltre nel 2005-2006 sono state effettuate specifiche campagne di monitoraggio a monte di Greve, al Passo dei
Pecorai, a Tavarnuzze, a Ponte a Greve e a Mantignano.
La qualità delle acque mostra però un progressivo peggioramento da monte verso valle, già dalla stazione di Passo dei Pecorai con significative concentrazioni di carico organico. Nel 2007 Sulla stazione di Ponte a
Greve (Mas 123) sono stati ricercati anche i nuovi elementi di qualità biologica previsti dal D.Lgs 152/06 (Diatomee e Macrofite). Questi elementi si riferiscono a vari livelli trofici; vengono privilegiati in quanto descrittori capaci di integrare
gli stimoli derivanti dalla componente ambientale biotica ed
abiotica; di tradurre tali stimoli in forme di adattamento
(presenza di specie tolleranti/assenza di specie sensibili).
Le diatomee sono alghe (Classe Bacillariophyceae apparse
sulla terra 135 milioni di anni fa) sensibili all’inquinamento organico e al grado di mineralizzazione dell’acqua in particolare ai cloruri. Vivono ovunque avvolte in una
corazza silicea, trasparente come il vetro, che presenta ornamentazioni spesso molto belle e su tali caratteristiche morfologiche si basa la loro classificazione.
Lo studio della composizione della comunità consente di
formulare un giudizio di qualità sul grado di inquinamento
di un corso d’acqua. In Italia viene applicato l’indice diatomico di eutrofizzazione/polluzione Epi-D (Dell’Uomo 1996-2004).
Si basa sulle caratteristiche di sensibilità (affinità /
tolleranza) delle diatomee ai nutrienti, alla sostanza organica
ed al grado di mineralizzazione delle acque interne.
L’applicazione dell’indice Epi-D(1-20) fornisce come risultato
un valore numerico compreso tra 1 e 20 dove i valori
prossimi a 20 indicano acque pulite, mentre quelli prossimi
a 1 indicano acque sempre più compromesse.
I giudizi di qualità in scala 1-20 ci consentono di comparare
questo indice con gli altri indici diatomici utilizzati nel resto
d’ Europa.
Il valore viene espresso in 5 classi di qualità:
Il termine macrofita (makròs = grande e juton = pianta)
non ha valore sistematico ma indica un gruppo di organismi che colonizzano gli ambienti acquatici. Le macrofite sono
fini indicatrici delle condizioni ecologiche ambientali, sono
sensibili all’inquinamento organico e sono rappresentate
da qualche centinaio di specie. Fanno parte delle macrofite alcune Alghe, Cianobatteri, Briofite (Epatiche e Muschi), Pteridofite e Fanerogame (Angiosperme) Mono e Dicotiledoni.
Si rileva la copertura totale della comunità macrofitica all’interno della stazione in esame.
Il dato va espresso in termini di copertura percentuale della
comunità rispetto alla superficie dell’alveo bagnato secondo
una scala che va da 5 a 100 (procedendo per numeri interi
multipli di 5). I valori reali ottenuti verranno trasformati,
successivamente ed in funzione della metodologia di valutazione utilizzata, in coefficienti di copertura (Ki).
Nel marzo del 2007 dal campionamento effettuato a Ponte a
Greve (Mas 123) è stata rilevata la copertura del 50% della
Cladophora sp. Si tratta di un’alga filamentosa (100 mm di
diametro), ruvida al tatto, di colore da verde chiaro a verde
scuro, capace di vivere in ambienti a diversi gradi di trofia
(genere euriecio) e che in presenza di alte concentrazioni di
nutrienti, in particolare fosforo, può presentare una rapida proliferazione; è presente già da anni in questo tratto del fiume. Tra gli indici basati sulle diatomee acquatiche l’ Ibmr
(Indice Biologique Macrophytique en Riviere) evidenzia:
? lo stato trofico dei fiumi naturali ed artificiali,dell’ecoregione continentale.
? unisce la percentuale di copertura (Ki da 1 a 5) con un punteggio specifico di oligotrofia (Csi da 1 a 20) e con il coefficiente di stenoecia (Ei da 1 a 3).
? fornisce una classificazione trofica del corso d’acqua in 5 classi di qualità.

Valutazioni monitoraggio fiume Greve
Dall’attività di monitoraggio sin qui descritta si possono
ricavare le seguenti considerazioni sintetiche:
? lo stato qualitativo è influenzato dalle peculiarità naturali
e dal carico antropico;
? lo stato qualitativo è stazionario
? si registra uno scarto tra la situazione esistente e gli obiettivi
al 2008 del Piano di tutela;
? Sono quindi da definire azioni di risanamento;
? la Greve non apporta effetti migliorativi alla qualità
dell’Arno.
Le pressioni che insistono sulla Greve: reflui urbani
non depurati, depuratori, aree industriali, agricoltura,
prelievi idrici per uso umano e irriguo e interventi antropici
(artificializzazione alvei e devegetazione spondale, riduzione degli spazi golenali etc …..) Depuratori: nel corso del 2006 sono stati controllati gli scarichi dei depuratori di: Greve,Tavarnuzze, Ponte a Niccheri, San Giusto. I risultati analitici sono conformi ai limiti di legge.Occorrerebbero comunque trattamenti depurativi più spinti viste le caratteristiche dei corpi idrici recettori.
Altri scarichi: gli scarichi industriali gravitanti direttamente
nel fiume sono attualmente molto ridotti e
comunque depurati a norma di legge.Sono presenti
scarichi puntiformi di attività domestiche e /o assimilate.
Grandi Infrastrutture di Mobilità: attualmente un
tratto del fiume Greve e del torrente Ema sono interessati
dai lavori per la realizzazione della Terza
Corsia autostradale. Le maggiori interferenze con
i corsi d’acqua sono costituite da: scarichi cantieri, lavorazioni
in alveo e viabilità.

Proposte
Per un miglioramento della qualità fluviale sarebbe auspicabile:
il completamento del sistema di depurazione dei reflui
urbani, una quantificazione e regolamentazione dei
consumi idrici, un’efficace azione di riqualificazione fluviale
e la promozione di politiche di gestione sostenibile del
territorio.