Lo spietramento, una mano al deserto…

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Un sistema di intervento sul territorio che nacque negli anni 80 quando la Regione Puglia emanò la L. R. n. 54 del 31 agosto 1981 che, utilizzando fondi comunitari, finanziava il miglioramento delle superfici foraggere, ma non la realizzazione di seminativi.> Un eccezionale servizio fotografico di Antonio Sigismondi

Mentre scorrono fiumi di parole sulla salvezza del pianeta e si spendono fiumi di soldi in studi per fermare l’avanzata del deserto, gli uomini, nella migliore tradizione distruttiva, danno una mano ulteriore ai danni causati dalle variazioni climatiche accelerando i processi di inaridimento in Puglia.
Un danno incalcolabile che fino ad ora ha interessato almeno 50mila ettari.
Il mezzo è quello dello spietramento della Murgia, una pratica più volte denunciata ed indotta anche da un sistema di finanziamenti.
Un sistema di intervento sul territorio che nacque negli anni 80 quando la Regione Puglia emanò la L. R. n. 54 del 31 agosto 1981 che, utilizzando fondi comunitari, finanziava il miglioramento delle superfici foraggere, ma non la realizzazione di seminativi.
Da allora è stato un danno enorme sia dal punto di vista geologico, sia ecologico, sia storico. Perché si è intervenuti anche dove le pendenze del terreno consigliavano di non spietrare. Infatti le piogge hanno portato via tutto e la polvere fine della macinazione delle pietre ha intasato il reticolo naturale che alimentava la falda.
Lo sanno anche i bambini come funziona un suolo carsico!
Così sono andati persi muretti a secco, masserie storiche, ipogei, milioni di esseri viventi che abitavano le rocce e i cespugli tipici della vegetazione steppica… un colpo alla biodiversità incalcolabile.
Né i danni evidenti dell’impoverimento del suolo sono serviti a fermare la folle caccia ai finanziamenti. Ed ora siamo tutti più poveri. I soldi sono finiti, le colture agognate non esistono. Resta il deserto.
Tutto questo è documentato in un servizio fotografico di alto valore scientifico di Antonio Sigismondi, esperto naturalista che sta dedicando la sua vita a documentare le azioni folli di questa nostra civiltà.

(Ignazio Lippolis)
(11 Dicembre 2007)