L’incubo di una terza discarica per 600 abitanti su 9,85 kmq

24

I cittadini di Sant’Arcangelo Trimonte (Benevento), esasperati, scrivono al presidente della Repubblica

La questione rifiuti campani è ancora lì in tutta la sua tragica realtà che fotografa l’impotenza di uno Stato e lo strapotere della malavita.
La soluzione che si cavalca è ancora la soluzione della discarica, in anni di gestione commissariale e in mesi di super commissariamenti non si è neppure accennato alla raccolta differenziata né si sono messi in atto accordi con i rappresentanti del commercio per tentare di ridurre, o imporre, la riduzione degli ingombri.
È di gran lunga più facile imporre a inermi cittadini una terza discarica.
È l’incubo che sta vivendo Sant’Arcangelo Trimonte, in provincia di Benevento.
/> Questo piccolo centro di appena 9,85 kmq con solo 600 anime si è già fatto carico, in questa inesauribile telenovela napoletana, di già due discariche. Ed ora improvvisamente, di soppiatto, senza che se ne sia parlato nelle carte ufficiali (non figurava tra i diciotto siti individuati), è diventata una opzione possibile di sito per generosa offerta del presidente della Provincia.

Che fare? Scendere in piazza? Confondersi con il coro che protesta fatto non sempre da persone che hanno ragione? I sanniti sono gente pacifica, la loro cultura viene da lontano e giocano la carta di scrivere al presidente della Repubblica.
Lo fanno tramite il medico del luogo, Albina Pisani, che ha certamente titolo per parlare di salute.
Infatti il territorio inizia a scricchiolare: «La località dove sta sorgendo la mega-discarica è su un pendio collinare che fronteggia il centro abitato e dista in linea d´aria meno di 800 metri. L´area è sottoposta a vincolo idrogeologico, è zona sismica classificata 12, vi è un movimento franoso in atto e sono già presenti due discariche una delle quali è stata interamente riempita dal distretto Napoli 3».
Ed anche la salute suona l’allarme: «Campioni di suolo ed acqua prelevati dall’Arpa Campania dimostrano che il sito è contaminato da metalli (berillio e stagno ) e triclorometano (cancerogeno) con rischi sanitari ed ambientali alla popolazione sia umana sia animale.
Non ci sono parole per commentare queste scelte politiche che cozzano contro i pareri scientifici che pure ci sono stati. E non ci si spiega perché non si è pensato di utilizzare le numerose cave. Resta solo l’amarezza dei comportamenti che confermano l’agire di un potere forte con i deboli e debole con i forti.
E francamente cresce la paura perché è illusorio pensare che si sia sempre disposti a subire, il problema è che quando si dismette la ragione non sempre il posto viene occupato da gentiluomini. (I. L.)