Il nuovo testo unico delle leggi su sicurezza e salute sul lavoro

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Un successo oltre le previsioni. Oltre 230 operatori
specializzati, del sistema pubblico e privato, hanno
partecipato all’appuntamento organizzato da Arpat
Toscana in partnership con Cispel Confservizi Toscana,
Arpa Piemonte ed il Centro Interagenziale Igiene
e Sicurezza sul Lavoro di Apat sul nuovo Testo Unico
sulla Salute e Sicurezza sul lavoro

La grande affluenza di pubblico è stata affrontata con impegno e professionalità dall’Ufficio Tecnico dell’Agenzia;
attraverso video ? conferenza, è stato garantito un ottimale svolgimento del seminario, delocalizzando, in più ambienti della Direzione i partecipanti. Due i principali temi trattati dai relatori:
? la grande novità del Testo Unico, dopo oltre trent’anni
dalla sua evocazione parlamentare, che, come affermato dal Direttore di Arpat, Sonia Cantoni, nel suo saluto, rappresenta un obiettivo importante conseguito dalla scorsa Legislatura. E’
stata una risposta autorevole – ha detto ancora Sonia Cantoni ? ai bisogni di sicurezza dei lavoratori e alle sollecitazioni del Presidente della Repubblica di fronte alle tragedie del lavoro. Il Testo Unico si porta in dote anche il valore aggiunto della concertazione e della condivisione, fatti salvi alcuni aspetti conflittuali rientranti nella dialettica
fisiologica che esiste ed è ricchezza nel paese; il Decreto Legislativo nella sua fase di preparazione, ha visto impegnati, in uno strenuo lavoro di raccolta, elaborazione e sintesi, tutto il sistema istituzionale, le parti sociali e datoriali, l’associazionismo e i saperi degli Istituti, Enti, Università;
? i nuovi compiti e responsabilità di tutti gli attori della prevenzione e della promozione della salute sui luoghi di lavoro con particolare riferimento ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, che vedono estendere i propri compiti di controllo sulla gestione della prevenzione e rafforzato il ruolo di protagonismo nell’ambito delle relazioni
aziendali. Le novità del Testo Unico sono state dettagliatamente illustrate da Vasco Checcacci che, per la Regione Toscana, ha lavorato fin dall’inizio, nell’ambito del coordinamento tecnico interregionale della Conferenza delle
Regioni, alla stesura del Decreto Legislativo mentre Marco Masi, che del Coordinamento Tecnico Interregionale è il Responsabile, ha posto l’accento sugli aspetti di architettura istituzionale, sicuramente non meno marginali di quelli prescrittivi.
Si individuano chiaramente, nel nuovo Testo Unico, ?
ha detto infatti Marco Masi ? i ruoli e le funzioni di ogni soggetto, si rendono certe le attribuzioni alle istituzioni nel rispetto delle competenze conferite allo Stato e alle Regioni dall’art. 117 della Costituzione, si valorizza il ruolo delle parti sociali e datoriali, si rafforza il tessuto democratico e funzionale delle relazioni sindacali. In particolare, per i compiti di controllo, il modello è stato affinato, rafforzato e razionalizzato affidando ai Dipartimenti della Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali la sorveglianza sugli aspetti
di sicurezza mentre quelli sulla regolarità del lavoro,
rimangono invece, alle Direzioni Provinciali del Lavoro.
Sottolineate ancora le sinergie che vengono promosse nel nuovo Testo Unico, fra le Istituzioni e Inail, Ispesl, Vigili del Fuoco. Ed infine il nuovo ruolo del Sistema delle Agenzie di Protezione Ambientale, individuato nell’ambito delle Commissioni Regionali di Coordinamento e sancito dal Dpcm 27 dicembre 2007. Dei nuovi compiti che investono i Sistemi di Prevenzione delle Arpa, ha invece parlato Giuseppe Acquafresca, Rspp di Arpa Piemonte illustrando il cospicuo lavoro portato avanti dal Centro Interagenziale Igiene e Sicurezza sul Lavoro, per mettere in condizione il Sistema
delle Agenzie di essere pronto da subito per l’adozione
del Testo Unico. In particolare, Giuseppe Acquafresca,
ha richiamato le centinaia di ore di formazione svolte
per adempiere agli obblighi previsti dal Dlgs. 195/2003 e la certificazione di oltre 200 operatori della prevenzione, fra Rspp e Aspp, avvenuta a seguito dei moduli A, B e C tenutisi in Toscana, Abruzzo, Sicilia, Veneto e nello stesso Piemonte. E’ stato segnalato con rammarico, invece, quale aspetto critico del T.U., il mancato reinserimento di Apat nella Commissione Centrale e l’assenza di un ruolo tecnico operativo delle Arpa, che vantano specificità uniche nel complesso di controllo istituzionale.
Nell’ambito degli interventi iniziali, è stato posto l’accento
sulle problematiche legate alla regolarità contributiva e del lavoro e sugli aspetti strettamente connessi con la sicurezza e la salute. Su questi temi, è stato molto apprezzato l’intervento di Lucia Izzo Dirigente della Direzione Regionale del Lavoro per la Toscana, che ha messo in evidenza risultati alla mano come il modello Toscano, fondato sulla sinergia e sulla condivisione degli obiettivi, riesca a premiare gli sforzi della Pubblica Amministrazione nel contrasto al lavoro nero e alle irregolarità anche in termini di sicurezza sul lavoro.
Per la parte più strettamente legata ai rapporti aziendali
e sui nuovi auspici nelle relazioni sindacali, hanno dissertato Andrea Borselli Presidente dell’Organismo Paritetico Territoriale Cispel Confservizi Toscana e Guido Olmastroni, Responsabile Sicurezza e Salute nei Luoghi di Lavoro per la Cgil Toscana. In particolare è stato rilevato come il nuovo Testo Unico rafforzi la figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza individuando nuove potenzialità negli Rls di sito e di distretto. Soprattutto Guido Olmastroni ha insistito sul rispetto, da parte dei datori di lavoro, degli obblighi aziendali di garantire adeguata formazione su
tutti gli aspetti tecnici prescrittivi compresi quelli organizzativi
ed ergonomici, quelli relazionali e di comunicazione nonché la possibilità di garantire spazi e tempi adeguati per un ruolo di effettiva rappresentatività della collettività dei lavoratori.
A queste ultime osservazioni, hanno dato ampio risalto
le conclusioni di Luigi Archetti di Apat, Responsabile
del Centro Interagenziale Igiene e Sicurezza sul Lavoro,
che ha ricordato lo sforzo compiuto nel garantire un
adeguato spazio di discussione dedicato agli Rls del Sistema delle Agenzie di Protezione Ambientale. Si è giunti, nel corrente anno, alla terza edizione di questo specifico appuntamento, dopo quello di Torino nel 2006 e di Casciana Terme nel 2007.
Anche il Direttore Generale Arpat, Sonia Cantoni, nel saluto finale, ha ricordato come la formazione degli Rls e il loro pieno coinvolgimento nella gestione di tutti gli aspetti di sistema sia considerata, da Arpat, una prassi acquisita, mentre ingenti sono le risorse investite per una loro sempre maggiore professionalizzazione e qualificazione.
Da segnalare, infine, due aspetti connessi ai temi trattati
che meritano una particolare attenzione. Il primo è l’evidenza che la partnership con Cispel Confservizi Toscana ha dimostrato ancora una volta, intelligenza delle relazioni e funzionalità agli obiettivi di un corretto rapporto fra soggetti protagonisti della vicenda toscana (e non solo).
Il secondo riguarda la volontà, più volte richiamata, di
consolidare ed estendere il lavoro già avviato dai Responsabili
dei SePP di Arpat e Acque SpA, brillantemente illustrato nel seminario da Lisa Carboni Rspp di Acque SpA. Si può pensare un tavolo tecnico comune che guardi alla sicurezza dei lavoratori di tutte le aziende di servizio pubblico che operano nei settori idrici e dei rifiuti e dei tecnici di Arpat addetti al controllo, nel rispetto di quel metodo di coordinamento e cooperazione che viene individuato, anche dal nuovo testo Unico, come bussola per garantire maggiore sicurezza e migliore prevenzione sui luoghi di lavoro.