Agenda 21, un decreto disastroso

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Le regioni che hanno avuto i maggiori finanziamenti sono state la Lombardia e la Calabria, per le altre sono numeri ad una cifra. A mo’ di esempio consideriamo la Puglia, dove sono stati finanziati solo 5 progetti su 64 presentati e ammissibili, e la Basilicata solo 5 su 28. Ma il pasticcio è nelle graduatorie

Le regioni che hanno avuto i maggiori finanziamenti sono state la Lombardia e la Calabria, per le altre sono numeri ad una cifra. A mo’ di esempio consideriamo la Puglia, dove sono stati finanziati solo 5 progetti su 64 presentati e ammissibili, e la Basilicata solo 5 su 28. A fronte delle giuste e corrette impostazioni del Bando si nota, invece, che nella graduatoria dei progetti ammessi a finanziamento (97 su 705 nella categoria «A» e 19 su 33 nella categoria «B») risultano alcune incongruenze. Guardando solo alla Puglia ed alla Basilicata, il Comune di Rodi Garganico ottiene un punteggio finale di 463 punti, e la Comunità Montana del Gargano, di cui lo stesso Comune di Rodi è parte, ottiene un punteggio di 331 punti. E ancora: il Comune di Lauria (PZ) ottiene 520 punti, ma con il 1° Bando era già stato finanziato il progetto per la Comunità Montana Lagonegrese, di cui il Comune di Lauria è parte. E ancora: la Provincia di Lecce ottiene 468 punti, ma con il 1° Bando era già stata finanziata; e ancora: il Comune di Casarano (LE) ottiene 368 punti, ma era già stato finanziato il progetto per l’Aggregazione di Comuni BASA 21, di cui il Comune di Casarano è parte, attraverso i Fondi Strutturali resi disponibili dal P.O.R. della Regione Puglia.
Le Amministrazioni citate non sono state finanziate, ma sono nella stessa graduatoria (e magari con punteggi maggiori) di quelle, comunque, realmente ammissibili al finanziamento; inoltre il Decreto di esclusione di cui si è già detto contiene Enti Pubblici esclusi (per inadempienze varie) ed aventi le stesse caratteristiche di quelli citati e ammessi in graduatoria.
Insomma, ad essere buoni, c’è un po’ di confusione il che fa dubitare dell’affidabilità di questa graduatoria. Non si tratta del solito pianto degli esclusi, qui è in discussione il denaro pubblico e come viene speso. È in discussione una scelta strategica di sviluppo perché non vorremmo pensare che ciò che fuori dell’Italia è una direttrice programmatoria, qui diventi un semplice sistema di finanziamento che ripete modelli che si sperava abbandonati.