Bracconaggio e specie protette

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Per la prevenzione e la repressione del fenomeno del bracconaggio il 2005 è stata un’annata intensa.
Tante sono state le operazioni condotte dagli agenti: tra queste ricordiamo l’Operazione Adorno, che si è svolta a maggio per vigilare sul passaggio dei rapaci migratori sullo stretto di Messina; l’Operazione Pettirosso, nelle valli bresciane ad ottobre, per tutelare il passaggio dei volatili di passo, in poche parole proteggere la migrazione di questi uccellini da chi ha la doppietta facile (e soprattutto illegale). Senza dimenticare le operazioni svolte a Palmarola, nelle Isole pontine e a Montecristo. Il rinvenimento di due aquile abbattute in provincia di Brescia, il controllo sullo svernamento degli acquatici, con le operazioni in provincia di Foggia e nel Casertano.
La recente «Operazione Icaro» a Napoli, con decine di sequestri e denunce, con un giro di affari illecito da 400mila euro l’anno legato alla compravendita di cardellini in cattività. L’operazione «Anelli Infedeli», in cui sono stati scoperti centinaia di uccellini detenuti in cattive condizioni sanitarie, attrezzature per il bracconaggio, pappagalli venduti prima dell’obbligatorio periodo di quarantena, animali provenienti da allevamenti dell’est europeo e dalla Russia con gli anelli di identificazione contraffatti. Infine ricordiamo l’operazione che ha condotto alla scoperta di un vasto traffico di «cardellini mutanti», introdotti illegalmente sotto un camper e venduti al mercato nero a collezionisti.
Il tutto, senza dimenticare l’opera quotidiana degli agenti forestali a tutela delle aree protette, che quest’anno hanno smascherato e denunciato tanti bracconieri che pensavano di riempire il carniere in posti dove non si può cacciare o, peggio, utilizzando strumenti illeciti come richiami elettromagnetici, reti, trappole, lacci e quanto altro ancora la fantasia umana possa creare.
Ma, a proposito di natura, è giusto ricordare anche gli sforzi del Corpo forestale dello Stato nella ricerca e nella conservazione. Come dimenticare i tanti Progetti Life Natura, con i Siti Natura 2000, aiutati anche dai contributi europei; recentemente è stato premiato il lavoro del progetto relativo alla conservazione e allo studio genetico dell’Orso Marsicano in Abruzzo.
Sempre parlando di conservazione degli animali, ma di quelli più esotici, ci ricordiamo dell’opera del nucleo Cites del Corpo forestale dello Stato, che vigila sul commercio (illegale) di specie vegetali e animali protette perché rare o in via di estinzione (secondo gli accordi della Convenzione di Washington). Quest’anno, per fare qualche esempio, a febbraio sono stati confiscati oltre 4mila oggetti in avorio, ad un importatore e commerciante di antichità, preziosi e avorio di Roma, per un valore commerciale di circa 2 milioni di euro. A fine luglio è scattata invece l’Operazione Condor: esemplari rari, tra cui piccoli di condor delle Ande, capovaccai, grifoni, falchi sacri e cicogne, a volte trasportati in condizioni di estrema sofferenza, provenienti dalle regioni balcaniche, dall’est europeo ma anche dal Sud America. Quasi duecento volatili sequestrati dagli agenti del Servizio Centrale Cites del Corpo forestale dello Stato, nel corso di una serie di perquisizioni in alcuni allevamenti di Marche, Puglia, Sicilia e Lazio, che ha visto impegnati più di cinquanta specialisti del Corpo forestale


Stato. Ma ancora esemplari protetti imbalsamati, astucci realizzati in pelle di rarissimi serpenti sudamericani, tartarughe rarissime, istrici, zanne di elefante, cavallucci marini, un macaco, un gheppio, un serpente boa, crani di coccodrillo siamese e l’elenco continua a lungo. Quest’anno la Cites ha anche fatto partire una piccola rivoluzione ad alto contenuto tecnologico. Infatti saranno disponibili online, a portata di mouse, le domande di certificazione, documenti che fino ad oggi potevano essere richiesti unicamente presso gli uffici Cites. Grazie a questo progetto operatori commerciali e imprenditori del settore, potranno abbreviare i tempi di presentazione delle loro domande di rilascio di autorizzazioni e vedere evasa la pratica anche in uno o due giorni.

(Fonte Corpo forestale dello Stato)