Catastrofi e conflitti

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Mentre i disastri naturali di origine geologica (terremoti, eruzioni vulcaniche) sono rimasti praticamente costanti, i disastri di origine climatica (cicloni, tifoni, uragani, eventi estremi di vario tipo, ecc.) e quelli associati di tipo idrogeologico (alluvioni, inondazioni, frane, smottamenti, ecc.) sono in continuo aumento.
Siamo passati, infatti, dai circa 100 eventi per decennio degli anni 40 agli oltre 3.000 eventi per decennio degli anni 90, fino ad arrivare a 4.850 disastri in un solo quinquennio, nel periodo 2000-2005.
Il legame tra disastri, degrado dell’ambiente ed attività umane insostenibili appare del tutto evidente. Con i disastri aumenta la conflittualità sociale tra popolazioni e non solo tra gruppi di popolazione nell’ambito della stessa nazione, ma anche tra paesi confinanti, perché aumentano anche le migrazioni ambientali delle popolazioni più povere verso territori le cui risorse naturali non sono state distrutte o verso territori meno vulnerabili agli eventi estremi.