Clima

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La produzione di energia elettrica rappresenta il 27% delle emissioni mondiali di CO2 prodotta dalle attività dell’uomo ed è per questo la principale sorgente di gas a effetto serra. Gli Esperti del gruppo di lavoro intergovernativo delle Nazioni Unite Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) sono giunti alla conclusione che le emissioni di CO2, comprese quelle per la produzione di energia elettrica, devono essere dimezzate se si vuole mettere un freno e riportare a un livello tollerabile le conseguenze del cambiamento climatico.
L’energia nucleare potrebbe dare in futuro un contributo crescente alla generazione di energia elettrica e di calore per riscaldamento senza emissioni di CO2. L’energia nucleare non produce in pratica alcuna emissione di CO2 su tutto il ciclo produttivo. Sebbene l’obiettivo di riduzione delle emissioni delle Nazioni Unite richieda l’applicazione di un insieme di tecnologie, l’energia nucleare è la sola tecnologia priva di emissioni che abbia già dato prova della sua fattibilità e della sua capacità di fornire soluzioni adeguate su larga scala e di lunga durata.
Un’altra ricaduta utile della tecnologia nucleare potrebbe essere la produzione d’idrogeno a basso prezzo che a sua volta, grazie ad altri progressi tecnologici nel settore dei trasporti, potrebbe sostituire carburanti di origine fossile più inquinanti.
L’energia nucleare può infine offrire una maggiore sicurezza energetica e un’opportunità di riduzione degli effetti nocivi per la salute. La maggior parte dei costi «esterni» (cioè quelli non contabilizzati nel prezzo dell’energia, tra i quali le conseguenze del cambiamento climatico) sono normalmente internalizzati nella produzione di energia nucleare, mentre per i combustibili fossili i costi esterni non lo sono e rappresentano all’incirca la stessa cifra dei costi diretti.