Dai gemellaggi alla sussidiarietà

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Le Agenzie ambientali sono state il primo esempio di federalismo italiano, ora, a distanza di anni, si può dire che il sistema abbia funzionato o quali correttivi occorrerebbero?

Forse in questo caso sarebbe meglio dire se il sistema è adeguato ai tempi, perché è chiaro che le agenzie hanno assolto al loro compito il che è ampiamente dimostrato. È evidente che quando dobbiamo misurarci con livelli di inquinamento urbano o con il problema dei rifiuti che incidono sulla qualità della vita e della società dobbiamo attrezzarci sempre meglio per rispondere a questa domanda e avere un sistema adeguato. Quindi dobbiamo chiederci come questo sistema può essere più adeguato di fronte ai problemi che aumentano sempre più cercando di abbandonare il concetto emergenziale a cui la politica degli interventi è spesso stata legata e portarlo verso un concetto di contenuti.

Infatti le emergenze spesso sovrastano la realizzazione di programmazioni, ma come fare di fronte a situazioni di carenze e disparità che esistono a livello nazionale? La politica dei gemellaggi è ancora utile?

Non va confusa la non ancora adeguatezza di un sistema rispetto all’altro perché l’organico non è ancora completo o per tante altre ragioni, rispetto a quella che è una realtà di eccellenza. E in questo senso il gemellaggio ha rappresentato una forma essenziale nell’avvio delle Agenzie più giovani ma ora è superato perché era un fenomeno che veniva ad incidere molto specialmente nei confronti dal Nord verso il Sud, senza tener conto quello che nel frattempo si era sviluppato e si stava sviluppando al Sud. Infatti oggi si parla di sussidiarietà in cui le eccellenze devono essere portate avanti a vantaggio di tutti. Quello che si dovrebbe portare avanti è l’obiettivo di avere maggiori specializzazioni in determinati settori ed evitare di vedere tante 21 realtà separate. Va favorita una rispondenza comune verso i maggiori problemi della nazione. In questo abbiamo avuto anche ampie risposte in campo europeo in cui si opera in maniera collegata. È chiaro che i problemi della Sicilia sono diversi da quelli di Milano come quelli di Milano sono diversi da quelli di Copenhagen, ma dovendo operare su una normativa comune questi problemi sono da affrontare e vanno trovati i lavori di eccellenza e bisogna puntare ad un livello di sussidiarietà a tutto campo.