Dal Costa Rica alla Cina

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Il lavoro del Wwf in questi 40 anni si è evoluto passando da un atteggiamento protezionista, focalizzato sulle aree protette, ad un modello che ha integrato fortemente l’affidamento della gestione delle risorse alle comunità locali

I progetti di ecoturismo che offrono la possibilità di osservare specie rare in natura, come le tartarughe marine, i panda o i gorilla di montagna, generano introiti significativi per le popolazioni locali.
Ad esempio, nella comunità di Tortughero (Costa Rica) le tartarughe marine da vive sostengono molto di più l’economia locale rispetto alle aree dove viene utilizzata la loro carne o le loro uova. Sono le stesse comunità a sostenere le misure di conservazione e promuovere l’ecoturismo: in 30 anni il numero dei turisti è cresciuto (da 226 nel 1980 a oltre 80.000 nel 2004) così come quello degli esemplari di tartarughe marine. Le entrate lorde del turismo legato alle tartarughe nel solo 2002 sono state di oltre 6 milioni di dollari (trasporto, alloggio e vendita di souvenir, ingresso nei parchi e tour guidati). Il numero d posti di lavoro creati dal turismo nel villaggio del Tortuguero è stimato in 359 (68% della popolazione totale).

In Nepal le comunità hanno aiutato a mantenere intatti i cosiddetti «corridoi naturali» all’interno delle foreste, aree vitali per la sopravvivenza della tigre. Il Wwf sta aiutando le popolazioni a gestire e trarre beneficio dalle risorse forestali tanto che una stessa comunità arriva a guadagnare da questi fino a 4.760 dollari Usa l’anno.
Nel villaggio indiano di Farida, un programma del Wwf per sviluppare la conoscenza dei problemi di conservazione per salvare il rarissimo delfino del Gange, ha aiutato le comunità ad indirizzare le necessità primarie. Dopo 5 anni il numero di famiglie al di sotto della soglia di povertà è calato considerevolmente, dal 55% al 45% nei villaggi legati al programma di conservazione. In quest’area del pianeta anche gli indicatori di sviluppo per le donne in generale sono molto bassi: solo il 40% delle donne è istruito, contro il 60% degli uomini. I progetti di conservazione hanno invece riconosciuto le donne come fruitori diretti delle risorse: il Wwf ha lavorato con il governo e con la popolazione locale per coinvolgere le donne negli organi decisionali, come ad esempio, le commissioni istituite per la gestione dei prodotti forestali dove la rappresentanza delle donne locali è stata stabilita con una percentuale di almeno il 33%.

Il Rapporto mostra che oltre il 60% delle popolazioni che vivono in Uganda beneficiano economicamente e socialmente dalle risorse forestali delle aree che circondano il Parco Nazionale di Bwindi, nato per tutelare una delle specie più minacciate del pianeta, il gorilla di montagna.
Ora la specie nell’area del Bwindi sta riprendendo (320 gorilla censiti nel 2002, 20 in più dell’ultimo censimento fatto 5 anni prima). Nel parco di Mgahinga e nei parchi confinanti in Rwanda e Congo non sono stati effettuati censimenti di gorilla è l’ultimo del 2004 riportato 382 Gorilla, ben 17% in più, un risultato notevole considerando l’instabilità politica, la guerra civile e il genocidio che si sono verificati in quest’area.

Anche in Cina le attività illegali che hanno danneggiato le riserve forestali sono diminuite da quando le comunità locali hanno potuto guadagnare da altre fonti


di reddito, come l’allevamento e l’agricoltura sostenuti dagli stessi progetti per salvare il panda. Lo sviluppo di progetti di «partenariato» tra imprenditori privati e comunità locali ha avuto successo, come nel caso delle 3 Riserve di Wanglung, Baihe e Baishuijiang dove sono coinvolti contadini e imprenditori privati. Il commercio di prodotti naturali come funghi, miele, piante medicinali alla catena Carrefour ha fatto guadagnare nei primi 3 mesi oltre 31.000 dollari, dimostrando ulteriormente la possibilità di modelli sostenibili per la crescita economica rurale.

In Namibia progetti di conservazione, dove le comunità stesse gestiscono direttamente le risorse provenienti dalla fauna selvatica, hanno dato come risultato una gestione migliore della fauna stessa aumentando il numero degli esemplari, lo sviluppo dell’ecoturismo e l’aumento dei profitti nelle imprese autogestite dalle comunità. Campi e alloggi per turismo nati dalla collaborazione tra le diverse imprese presenti rappresentano la maggiore fonte di entrate con un guadagno di 582.000 dollari che equivale al 46% di tutte le entrate legate alla conservazione.

Il lavoro del Wwf in questi 40 anni si è evoluto passando da un atteggiamento protezionista, focalizzato sulle aree protette, ad un modello che ha integrato fortemente l’affidamento della gestione delle risorse alle comunità locali.
Oggi sull’esperienza dei cosiddetti Programmi Integrati di sviluppo e di conservazione (ICDP) il Wwf ha, da molti anni, spostato l’accento sullo sviluppo sostenibile e quindi per le popolazioni più povere nei paesi in via di sviluppo la conservazione deve essere rivolta alla loro sussistenza e alle loro necessità economiche e culturali.

(Fonte Wwf)