Gianfranco Bologna: «Sul Protocollo servono leadership e impegno dell’Unione Europea»

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«Una leadership riconosciuta dell’Unione Europea ed un suo forte impegno sul Protocollo di Kyoto»: è quanto chiede il Wwf ai rappresentanti di governo di 189 paesi, Italia compresa, che si incontrano a Bonn per un seminario informale di due giorni, il primo nell’«era di Kyoto». Il Wwf ritiene che debbano iniziare subito i negoziati per la riduzione delle emissioni che andranno messe in atto dopo il 2012, almeno non oltre la prossima Conferenza delle Parti (COP) che si aprirà il 28 novembre 2005 a Montreal, Canada, il primo Meeting dei paesi che hanno sottoscritto il Protocollo dopo la sua entrata in vigore.
«Il Seminario di Bonn dovrebbe gettare le basi per avviare questi negoziati ? ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia – un’occasione che l’Unione Europea non deve perdere».
Sono 3 le priorità che, a Bonn il Wwf indica ai governi per avviare questo processo:
1 ? L’impegno a contenere il tasso di riscaldamento globale medio al di sotto dei 2 gradi C. rispetto ai livelli dell’era pre-industriale, come base per i futuri accordi;
2 ? Impegno a realizzare drastici tagli alle emissioni di CO2 necessari a mantenersi al di sotto della pericolosa soglia dei 2 gradi;
3 ? Svolgimento dei futuri negoziati nell’ambito del Protocollo di Kyoto poiché i paesi contraenti sono gli unici ad essersi impegnati a combattere al livello internazionale i cambiamenti climatici. Evitare di ridiscutere sugli stessi argomenti e concentrarsi sulle esigenze specifiche del dopo 2012, evitando di ricominciare da capo l’intero processo di trattative che il Protocollo di Kyoto sta già regolando.
«Le evidenze scientifiche continuano a sommarsi ? ha concluso Bologna ? mostrando come i cambiamenti climatici stiano già affliggendo uomini e ambiente. I Governi devono accelerare le loro decisioni, tagliando più drasticamente le proprie emissioni e prendendo impegni più severi per il futuro. Energia rinnovabile ed efficienza energetica sono la chiave della strada verso un sistema a basse emissioni e offrono ampie possibilità che bisogna sfruttare al più presto. I paesi industrializzati debbono sostenere questa transizione. L’avvio di una procedura per i negoziati del dopo 2012 nell’ambito del Protocollo di Kyoto è solo la logica conseguenza degli ultimi tredici anni di negoziati. La procedura ha una chiara direzione, la possibilità di rafforzarsi e quindi di trascinare i paesi non partecipanti con la forza dei fatti, con migliori argomenti e con gli sviluppi di mercato. I paesi non partecipanti possono prendere parte in qualsiasi momento ai negoziati, dopo avere accettato i principi di base dell’approccio di Kyoto. Bisogna agire subito: i cittadini di tutto il mondo ci osservano».