Guadagnare salute in Toscana. Dagli stili di vita all’inquinamento ambientale

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Giovedì 22 marzo presso l’Auditorium dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze si è tenuto il I° Convegno Regionale della Sezione Regionale Toscana dell’Aie (Associazione Italiana di Epidemiologia) sul tema Guadagnare salute in
Toscana. I determinanti di salute: dagli stili di vita all’inquinamento
ambientale.

L’incontro, il primo a carattere essenzialmente scientifico
culturale della Sezione Regionale, aveva l’obiettivo di favorire
lo scambio e i confronto tra gli operatori attivi, con ruoli e profili professionali diversi, nelle strutture epidemiologiche
toscane. Le nuove emergenze sanitarie, dall’approccio sperimentale all’identificazione dei rischi di esposizione
della popolazione ad Interferenti Endocrini ambientali;
le Linee guida per la pianificazione urbanistica degli elettrodotti
(nel caso specifico della Provincia di Pisa); i tassi di ospedalizzazione e la mortalità per infarto miocardio acuto
in Toscana prima e dopo la Legge Sirchia; le patologie correlate con la movimentazione manuali dei carichi in alcuni
settori lavorativi; il consumo di cocaina e i comportamenti a rischio connessi; le abitudini e lo stato nutrizionale dei ragazzi
toscani e, in generale, le differenze nello stato di salute con
riferimento al consumo di tabacco e di alcool in Toscana:
questi sono alcuni tra i molti temi toccati nel corso della giornata, che è stata così l’occasione per fare il punto sullo stato delle conoscenze relative ad alcuni tra i principali determinanti di salute presenti nella regione con riferimento sia agli stili di vita sia all’inquinamento ambientale.
Nel corso del Convegno è stata presentata anche la relazione:
Miglioriamo la salute risparmiando l’ambiente, da parte di M.G. Petronio e F. Giuntali (Ausl 11 Empoli), E.Rossi
(Università di Pisa) e Danila Scala, Simone Ricotta e Carmela D’Aiutolo (Arpat). La multifattorialità dei determinanti delle
malattie e del disagio è stata ampiamente dimostrata ed è noto che le cure sanitarie rappresentano solo uno tra i fattori capaci di influenzare lo stato di salute .
Tuttavia, si continua a cercare la risposta ai problemi di salute privilegiando gli investimenti per la crescita dei servizi sanitari,
soprattutto quelli dedicati alle cure e alla riabilitazione e non alla prevenzione, anche quando il bisogno di intervento è prevalentemente legato allo stato dell’ambiente, oltre che alle condizioni sociali ed economiche. La migliore prevenzione della salute e protezione dell’ambiente è quella che va ad influenzare le fonti di inquinamento, salvaguardando
la qualità dell’ambiente in cui viviamo.
In questa ottica il protocollo di Kyoto rappresenta un importante impegno dei Paesi sviluppati volto a ridurre le emissioni inquinanti, in particolare quelle che vanno a incidere
sui fenomeni climatici, a rilevanza sia globale che locale.
Dal 2006 Arpat e Asl 11 hanno avviato singolarmente iniziative volte a ridurre i consumi energetici delle proprie strutture, coinvolgendo i rispettivi dipendenti.
Sotto l’egida della settimana nazionale dell’Educazione all’energia sostenibile dell’Unesco, a novembre 2006, è nato un progetto unico condiviso, che ha coinvolto altre istituzioni, comprese quelle scolastiche (per un totale di oltre 5000 soggetti). Per promuovere nei dipendenti comportamenti
orientati alla ecoefficienza sono state realizzate e diffuse schede informative dedicate alle principali attrezzature d’ufficio, volte a illustrare buone pratiche, sia ambientali, che di sicurezza, che di salute (ad esempio ridurre l’uso
dell’ascensore a favore di salire le scale). Sono state attivate, altresì, indagini questionario volte a indagare lo stato delle strutture e attrezzature, nonché le conoscenze e le motivazioni
dei dipendenti verso buone pratiche di risparmio energetico.
I risultati dell’iniziativa hanno evidenziato la bontà dell’operazione, sul piano educativo, della partecipazione
e degli effettivi risparmi energetici (è stata calcolata una riduzione del consumo elettrico dal 10% al 40% durante la giornata del 16 febbraio rispetto ai consumi medi giornalieri
della settimana di riferimento, equivalente ad risparmio stimato delle emissioni di Co2 di circa 600 Kg).
In aggiunta ai risultati immediati ottenuti dalle iniziative realizzate, è da sottolineare l’avvio di un processo di condivisione diretta di obiettivi di sostenibilità da parte
di organizzazioni deputate alla protezione dell’ambiente e prevenzione della salute – quali l’agenzia ambientale e l’azienda sanitaria locale – portando gli impegni di Kyoto dentro i loro uffici, attuando una sorta di integrazione
coerente fra sfere d’azione – del cittadino e dell’operatore – nonché uno scambio di informazioni e buone pratiche accreditate II progetto continua e si diffonde fra altre Asl e Arpa, prevedendo, tra l’altro, lo sviluppo di iniziative dedicate alla bioedilizia nelle pubbliche amministrazioni, nonché di piani aziendali di miglioramento della performance degli edifìci e delle attrezzature Arpat e Asl 11 e la condivisione
di buone pratiche con le scuole.