Il principio di precauzione

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Molti hanno confuso il concetto di qualità dei prodotti imputando agli Ogm rischi potenziali sulla nostra salute o sull’ambiente che invece sono risultati assenti.
Recentemente la Commissione europea ha presentato i risultati di 15 anni di ricerche, che dimostrano che i prodotti delle colture Ogm sviluppate fino a oggi non hanno mostrato alcun nuovo rischio per la salute umana o per l’ambiente. È importante sottolineare il fatto che, per la prima volta nella storia dell’agricoltura, nuove varietà vegetali se (e solo se) prodotte con metodologie di ingegneria genetica, devono essere analizzate con i più moderni approcci scientifici per verificarne l’accettabilità per la salute umana, per l’ambiente ed anche per l’economia agricola. I controlli hanno dunque reso le piante Ogm oggi coltivate più sicure di quelle tradizionali.
Gli Ogm contribuiscono a un’agricoltura sostenibile e ad una migliore produzione alimentare, è possibile ottenere piante resistenti alle malattie e che quindi richiedono meno pesticidi, piante che necessitano di meno fertilizzanti e piante tolleranti la siccità e la salinità dei suoli. Queste tecniche permettono anche di ottenere cibo di maggior qualità, perché più ricco di vitamine, antiossidanti, minerali importanti per il benessere dell’uomo.
Qualche esempio: è in avanzata sperimentazione il Supergreen Rice, un riso resistente a 5 malattie diverse e più ricco in vitamina A e ferro, è stato sviluppato un pomodoro ad alto contenuto di antociani (antiossidanti), si sta sviluppando una pianta di caffè che produce caffè decaffeinato senza bisogno quindi di processi chimici per estrarre la caffeina che ne alterano il sapore.

Ogni anno circa il 30% della produzione agricola si perde perché le piante si ammalano e perché non hanno abbastanza acqua per crescere, e in Africa si arriva a picchi dell’80%. Evitare queste perdite significa aumentare la produzione senza aumentare le superfici da coltivare e ridurre i costi di produzione. Oggi contro le malattie si utilizzano i pesticidi che hanno il vantaggio di salvare la pianta ma sono molto costosi e molto inquinanti. Un primo risparmio si è già potuto constatare. La coltivazione di piante Ogm resistenti agli insetti, come mais Bt e cotone Bt, dal 1996 al 2007 ha permesso di risparmiare 359.000 tonnellate di pesticidi con risparmio nell’utilizzo di petrolio e con vantaggio per l’ambiente dovuto a minor inquinamento. I laboratori di tutto il mondo sono impegnati nell’obiettivo di rendere le piante più resistenti alle malattie- mettendo nel loro Dna geni di altre piante che hanno più difese naturali, come quelle selvatiche, e di ottenere piante che siano più efficienti nell’utilizzo di fertilizzanti così da ridurne il fabbisogno.