Il registro europeo

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Il commissario per l’ambiente Margot Wallström ha affermato: «i cittadini hanno il diritto di conoscere l’effettivo grado d’inquinamento dell’ambiente, dal momento che questo dato condiziona la loro salute e qualità della vita». Fare in modo che i cittadini siano informati è uno dei principali doveri della Commissione. Il nuovo registro fornisce ai cittadini questo genere di informazioni, e consente loro di confrontare le impronte ecologiche di diverse industrie in diverse città e regioni. Grazie a questo genere di informazioni, i cittadini possono esercitare pressioni sui decisori politici e sull’industria – l’informazione conferisce loro potere ed è importante per il loro impegno nella protezione dell’ambiente».
Il direttore esecutivo dell’Aea, Jacqueline McGlade, ha aggiunto: «l’Eper è una pietra miliare nel processo di rendere accessibili ai cittadini europei le informazioni sull’ambiente in cui vivono. L’Agenzia europea dell’ambiente ritiene di potere ottenere un tale risultato creando, entro il 2008, un portale Internet che consenta di accedere a informazioni ambientali a scala regionale e relative a specifiche località nell’intero territorio dei 31 paesi membri dell’Agenzia».

L’Eper 2004, registro europeo delle emissioni inquinanti, è il primo registro europeo delle emissioni in aria e acqua provenienti da impianti industriali di dimensioni grandi e medie, compresi i grandi impianti di allevamento di suini e pollame. Esso include 50 diverse sostanze inquinanti e comprende informazioni provenienti da tutti gli Stati membri dell’UE e dalla Norvegia che, insieme all’Ungheria, partecipa al progetto su base volontaria. A partire dal mese di marzo, saranno disponibili anche i dati ungheresi.
Il sito web Eper, che comprende tutti i dati trasmessi dagli Stati che partecipano al progetto, è ospitato dall’Aea a Copenaghen. In stretta collaborazione con la Commissione europea, l’Aea ha gestito il processo di raccogliere i dati Eper provenienti dagli Stati membri, dalla Norvegia e dall’Ungheria ed ha dato un grosso contributo alla concezione e alla realizzazione del sito Internet.
L’Eper, accessibile a tutti tramite il sito www.eper.cec.eu.int, rende possibile la ricerca delle seguenti informazioni:

– emissioni provenienti da un sito industriale specifico individuabile tramite il nome, il codice postale, l’indirizzo o semplicemente tramite la sua posizione (ricerca geografica);
– industrie presenti in paesi specifici o che svolgono un’attività specifica;
– emissioni relative ad un determinata sostanza inquinante;
– combinazioni di tutte queste tipologie di informazioni;
– ognuno può creare una visione d’insieme personalizzata sull’inquinamento industriale per tipo di attività, per paese o relativa all’Unione europea nel suo complesso.

L’Eper fornisce anche informazioni utili su ciascuna delle 50 sostanze inquinanti e sulle conseguenze che esse possono causare in generale sulla salute umana e sull’ambiente.
Ad esempio, l’Eper mostra che 3 029 grandi impianti di allevamento di suini e pollame sono responsabili del 78% delle emissioni di ammoniaca nell’atmosfera. L’ammoniaca è un gas di odore acre e intenso che è percettibile nell’atmosfera in concentrazioni abbastanza basse. Elevate concentrazioni locali di ammoniaca sono tossiche per la salute e possono danneggiare la vegetazione.
Il mercurio, che è considerato una sostanza pericolosa prioritaria dalla direttiva quadro sulle


acque, è immesso nell’acqua dall’industria chimica (53%), dall’industria metallurgica (17%) e dall’industria per la fabbricazione della carta (7%). Per quanto riguarda il mercurio emesso nell’aria, i principali inquinatori sono le industrie che generano energia, seguite dall’industria metallurgica e dall’industria chimica.

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