La Fondazione

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La Fondazione porta il nome di Flaminia in ricordo di un cavallo pezzato che aveva questo nome e che fu ucciso a fucilate nel 2002: il cacciatore dopo avere ucciso il cavallo simulò anche un improbabile attacco da parte di un grosso predatore, accanendosi sul cadavere dell’animale fino a procurargli uno squarcio sul collo con un coltello (naturalmente l’autopsia individuò i proiettili…). Flaminia era uno dei cavalli accuditi dai conti Antonio e Marita Nardi-Dei da Filicaja, i quali nel 1999 si stabilirono a Montaione nella tenuta di famiglia. Entrambi appassionati di cavalli, iniziarono ad occuparsi di cavalli in pessime condizioni psico-fisiche per salvarli. I cavalli erano dei «criollos» argentini, dismessi dai gauchos, arrivati in Italia dopo un viaggio tremendo in cui una buona parte di loro morì per gli stenti e le ferite riportate negli incidenti nella stiva della nave, dopo tante settimane in mare. Flaminia era una di loro, insieme a Fernando, Cecilia, Roberta, Paola e altri cavalli.
Attraverso questa esperienza Antonio e Marita Nardi-Dei da Filicaja capirono che i cavalli, come accade a numerosi altri animali, sono molto spesso mantenuti in condizioni non dignitose per un essere vivente e talvolta in condizioni di vera e propria schiavitù e tortura, tra l’indifferenza generale.
Il Centro di recupero Fondazione Flaminia da Filicaja è finanziato esclusivamente dai soci fondatori, dai soci aderenti, attraverso donazioni di amici e simpatizzanti e attraverso l’ospitalità offerta ad alcuni cavalli anziani.

(Fonte Lav)