La qualità dell’aria a Pistoia nel 2006

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Nel comune di Pistoia sono attive due stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria: una collocata in via Zamenhof e l’altra in via Signorelli. Tali stazioni sono parte integrante della rete di monitoraggio provinciale, di proprietà della Provincia di Pistoia, costituita da cinque stazioni di monitoraggio fisse: 2 collocate appunto nel comune di Pistoia, 2 nel comune di
Montecatini Terme, e 1 nel comune di Montale

La rete di monitoraggio
La centralina di monitoraggio collocata in via Zamenhof è una stazione classificata come urbana da traffico, ed è sistemata all’interno del giardino delle scuole elementari «C.Collodi» a
breve distanza dal bordo stradale, la stazione può quindi essere considerata rappresentativa della qualità dell’aria
di tutte quelle zone urbane che presentano caratteristiche strutturali e di traffico simili a quelle di via Zamenhof.
L’altra stazione presente nel comune di Pistoia è classificata come urbana di fondo, ed è collocata all’interno del giardino delle scuole elementari del IV Circolo Didattico, sul lato di via Signorelli, una parallela di viale Adua, la stazione può essere considerata rappresentativa delle aree urbane residenziali.
Entrambe le stazioni sono esposte prevalentemente alle emissioni da traffico veicolare e, limitatamente al periodo
invernale, alle emissioni provenienti dagli impianti termici di riscaldamento. Lo stato di qualità dell’aria è stato valutato
per ogni singolo inquinante, confrontando gli indicatori di stato
calcolati partendo dai dati ottenuti dal monitoraggio, con i pertinenti valori limite di qualità dell’aria indicati dalla
normativa in materia. Considerando la tipologia di inquinati
monitorati dalle stazioni di rilevamento presenti nel comune di Pistoia, si farà riferimento al D.M. del 02.04.2002 n.60 «Recepimento della direttiva 1999/30/CE del Consiglio del 22 aprile 1999 concernente i valori limite di qualità
dell’aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo e della direttiva 2000-/69/CE relativa ai valori limite di qualità dell’aria ambiente per il benzene ed il monossido di carbonio».

I risultati del monitoraggio nel 2006
Biossido di Azoto (NO2) e Ossidi di azoto totali (NOx)
Il biossido di azoto si forma in massima parte in atmosfera per ossidazione del monossido, inquinante primario prodotto nei processi di combustione. Il riscaldamento ed il traffico veicolare sono i principali responsabili delle emissioni di questo inquinante in ambiente urbano.
Il biossido di azoto oltre ad avere effetti sanitari diretti sulla popolazione (è un gas irritante per l’apparato respiratorio
e per gli occhi), contribuisce anche alla formazione dello smog
fotochimico, come precursore dell’ozono troposferico.
I livelli di biossido di azoto rilevati nel 2006 mostrano uno stato di qualità dell’aria buono relativamente a questo
inquinante, infatti per entrambe le stazioni i valori degli indicatori sono inferiori ai valori limite previsti dalla
normativa a tutela della salute umana. Inoltre, nel periodo 2003-2006, si delinea un trend storico che vede una diminuzione dei livelli medi del biossido di azoto misurati nel comune di Pistoia. I livelli di concentrazione degli ossidi
di azoto seguono un trend stagionale che mostra mediamente concentrazioni maggiori nei mesi invernali.

Monossido di Carbonio (Co)
Il monossido di carbonio è un inquinante primario ed in ambiente urbano è emesso prevalentemente dai gas di
scarico degli autoveicoli, soprattutto nelle fasi di funzionamento a basso regime, come in situazioni di traffico
intenso e rallentato. L’andamento dei livelli di concentrazione
di questo inquinante è infatti fortemente correlato con i flussi di traffico veicolare presenti nelle immediate vicinanze delle stazioni di monitoraggio. Il monossido di carbonio ha una distribuzione temporale e spaziale molto variabile con differenze notevoli allontanandosi dalle fonti di emissioni.
Per il monossido di carbonio l’indicatore di riferimento è la media mobile di 8 ore, da confrontare con un valore limite previsto dalla normativa vigente di 10 μg/m3.
Tale indicatore calcolato per entrambe le stazioni di monitoraggio, per il 2006 ed il triennio precedente, risulta
ampiamente inferiori al valore limite indicato, evidenziano uno stato di qualità dell’aria più che buono relativamente
ai livelli di concentrazione atmosferica del monossido di carbonio. Per questo inquinante non è previsto un valore limite di confronto per la concentrazione media annua.
Tale indicatore può comunque risultare utile al fine di verificare il trend storico dei livelli medi di concentrazione
del monossido di carbonio, non sempre evidenti utilizzando indicatori riferibili esclusivamente alle situazioni peggiori rilevate nel corso dell’anno. Le medie annue registrate dal 2003 al 2006 mostrano un lieve decremento dei livelli di concentrazione media del monossido di carbonio nel comune di Pistoia.

Polveri fini (Pm10)
Il materiale particolato – frazione PM10 (diametro aerodinamico inferiore a 10 mm) è l’inquinante che desta le
maggiori preoccupazioni in relazione allo stato della qualità dell’aria nel comune di Pistoia. Questo stato di criticità si evidenzia soprattutto in relazione al valore limite espresso come media giornaliera, mentre la situazione risulta attualmente meno sfavorevole per il valore limite espresso come media annua, ma in previsione dell’entrata in vigore dei
limiti indicati dalla normativa come fase II, in vigore dal 01/01/2010, anche la media annua risulta ampiamente
al di sopra del valore previsto a tutela della salute umana.
Gli indicatori calcolati dai dati raccolti dalla stazione di rilevamento di via Zamenhof nel 2006 e nel triennio di
monitoraggio precedente sono stati confrontati con i valori limite indicati dalla normativa nella sua prima fase di
attuazione. Nel 2006 il valore della media annua è inferiore al valore limite, mentre si sono verificati 65 superamenti del valore limite espresso come media giornaliera, trenta in più rispetto ai 35 superamenti consentiti nell’arco dell’anno.
I superamenti si sono verificati quasi esclusivamente nei mesi invernali: da gennaio a marzo e da novembre a dicembre.
Il trend storico dei livelli di concentrazione delle polveri fini, mostra un rapido incremento dal 2003 al 2004, mentre appare in fase lievemente discendente nel periodo 2004-2006.

Valutazioni conclusive
Il monitoraggio della qualità dell’aria eseguito nel periodo 2003-2006 nel comune di Pistoia mostra uno stato di criticità per quanto riguarda i livelli di concentrazione atmosferica delle
polveri fini. Lo stato di qualità dell’aria rilevato emerge peraltro in un contesto regionale che mostra elevati livelli di
concentrazione di PM10 in quasi tutti i siti in cui viene eseguito il monitoraggio. Considerando quindi la distribuzione
relativamente omogenea di questo inquinante, emerge la necessità di affrontare il problema mettendo in campo azioni coordinate tra i vari Comuni e la Regione.
In quest’ottica, con l’obiettivo di ridurre i livelli di concentrazione atmosferica del Pm10, in modo da raggiungere il rispetto dei valori limite previsti dal DM 60/02, il 15 aprile 2003 è stato stipulato un Protocollo d’Intesa tra la Regione, le Amministrazioni Provinciali e 25 comuni toscani tra cui Pistoia. Il Protocollo individua le misure per il risanamento della qualità dell’aria ambiente nelle aree urbane, attraverso il progressivo rinnovo dei segmenti
più inquinanti del parco veicolare, promuovendo iniziative di incentivazione e finanziamento.
Le strategie e le risorse sono state dettagliate in un Accordo di programma stipulato il 10 ottobre 2003 sottoscritto dalla Regione, Urpt, le Province, Anci Toscana e 15 Comuni.
La Giunta Regionale ha approvato le finalità dell’accordo con l’emanazione della DG.R. n.990/03 e a seguito di questa delibera il Sindaco del comune di Pistoia, come sottoscrittore dell’accordo di programma, ha emanato una serie di ordinanze che prescrivono il divieto di circolazione su una vasta area del centro città per le categorie di veicoli più inquinanti. L’adozione di azioni di risanamento che prevedono limitazioni alla circolazione dei veicoli a motore scaturisce
dalla considerazione del fatto che in ambiente urbano la maggiore fonte emissiva di polveri fini è appunto il traffico veicolare, è infatti ormai ampiamente documentato che in area urbana circa il 40-50% delle polveri fini hanno origine diretta o indiretta dalle emissioni dovute alla circolazione
dei veicoli a motore.