Le posizioni dei maggiori Paesi

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Le più importanti posizioni politiche che verranno portate al «Dialogo» sul post Kyoto che comincia.

Unione Europea

L’Unione Europea conferma la sua posizione: bisogna stabilire l’obiettivo di stabilizzazione in modo tale che non si superino 2°C surriscaldamento climatico del pianeta. Per raggiungere questo obiettivo bisogna ridurre le emissioni mondiali di gas serra, rispetto al 1990. di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 50% entro il 2050. Inoltre, bisogna investire nella ricerca scientifica e tecnologica per svincolarci dai combustibili fossili. Tali investimenti ammonteranno presumibilmente a 16 mila miliardi di dollari entro il 2030. Nel frattempo bisogna aiutare i Paesi poveri per far fronte agli effetti dei cambiamenti climatici che nel frattempo interverranno, attraverso idonee misure di adattamento.

Usa

Gli Usa ribadiscono che bisogna intraprendere una strada fondata sulle opportunità (tecnologiche e di mercato) migliori per ridurre le emissioni, ma senza vincoli e scadenze. La strada più corretta è quella di sfruttare tutte le opportunità tecnologiche di sviluppare nuove tecnologie a bassa o nulla emissione di anidride carbonica. Inoltre, bisogna lavorare anche sui mercati per favorire opportunità e circostanze che permetteranno di raggiungere il miglior rapporto costi/benefici nelle azioni tese a limitare le emissioni di gas serra.

Cina

La Cina parte dagli stessi presupposti degli Usa ma propone di rendere prioritario di promuovere la ricerca scientifica ed il trasferimento di tecnologie. Pertanto propone:
– di rimuovere le barriere politiche, economiche, doganali, fiscali, ecc, nel trasferimento delle tecnologie, dei brevetti e di quant’altro necessario per accelerare lo sviluppo dei paesi più poveri,
– di fornire incentivi al trasferimento di tecnologie,
– di stabilire un fondo di finanziamento che faciliti la collaborazione fra paesi in via di sviluppo e paesi sviluppati.
Per quanto riguarda le opportunità di mercato, la Cina non crede che il mercato possa creare condizioni favorevoli di qualsiasi tipo. La Cina dice che il mercato deve essere guidato dai governi e non lasciato libero alle leggi di mercato.

Giappone

Il Giappone è disponibile a trovare un accordo consensuale per massimizzare i benefici e minimizzare i costi. In questo contesto il Giappone ritiene che la migliore soluzione sia quella dei piccoli passi e cioè di rivedere e di prorogare il Protocollo di Kyoto di volta in volta scegliendo, quindi di volta in volta obiettivi e scadenze.
Insomma niente azioni a lunga scadenza, nuovi trattati e quant’altro. Avanti piano e meditando di volta in volta su quello che si vuole fare.