Le specie a rischio

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Alcuni dei principali «hot-spot» della migrazione dei rapaci in Italia

Aspromonte – Capo d’Otranto – Costa Viola – Alpi Marittime – Monte Beigua – Monte Conero – Monte Grappa – Stretto di Messina e Monti Peloritani – Fiume Piave – Piccole Isole Tirreniche – Isole del Canale di Sicilia – Colli Asolani – Circeo.

Le specie italiane nell’elenco internazionale delle specie migratrici a maggiore rischio

Milvus milvus Nibbio reale, non solo migratrice ma presente anche con popolazioni nidificanti e svernanti di importanza internazionale in Basilicata, Campania, Molise ed Abruzzo, Lazio.

Circus macrourus Albanella pallida

Falco naumanni Grillaio, non solo migratrice ma presente anche con popolazioni nidificanti di importanza internazionale in Basilicata e Puglia

Falco vespertinus Falco cuculo

Falco cherrug Sacro

L’andamento delle popolazioni dei rapaci in Europa

In Europa l’analisi sui trend delle popolazioni di rapaci migratori ha rivelato che il 30% sta declinando rapidamente (più dell’1% all’anno). Un ulteriore 21% ha subito un calo ancora più drastico negli ultimi 10 anni:
più del 3% di diminuzione ogni anno. Pertanto ben 32 specie che costituiscono il 53% delle specie migratrici africane-eurasiatiche hanno uno stato sfavorevole di conservazione a livello globale e/o regionale.
Considerando le 38 specie europee di rapaci diurni ben 30 (l’80%) hanno uno stato sfavorevole di conservazione così come sei dei tredici rapaci notturni (il 45%).

Le principali minacce per i rapaci migratori

– Perdita e degradazione dell’habitat, in particolar modo distruzione di aree umide, intensificazione di alcune pratiche agricole e sovra-pascolo
– Abbattimento per bracconaggio
– Avvelenamento accidentale dovuto ad ingestione di esche avvelenate illegali distribuite sul terreno per uccidere cani, lupi ecc.;
– Elettrocuzione dovuto alle linee elettriche
– Disturbo sui siti di riproduzione per turismo, lavori forestali e attività agricole
– Impatto delle infrastrutture.

(Fonte Wwf)