Malattie e povertà dilagano

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Anche se si realizzano continuamente progressi importanti e se «su scala planetaria, le risorse d’acqua dolce sono importanti», il Programma congiunto Oms/Unicef di vigilanza sugli approvvigionamenti d’acqua, stima che 1,1 miliardi di persone non hanno ancora accesso a delle risorse sufficienti di acqua potabile e 2,6 miliardi circa di persone non hanno accesso ad un servizio di depurazione di base.
Queste persone sono tra le più povere al mondo e più della metà di esse vivono in Cina o in India. Se si continua a progredire a questo ritmo, regioni come l’Africa Sub-Sahariana non raggiungeranno l’obiettivo del Millennio per lo sviluppo che mira a ridurre della metà, entro il 2015, la percentuale di popolazione che non ha accesso in modo durevole ad un approvvigionamento di acqua potabile. L’altro obiettivo che mira a ridurre della metà la percentuale della popolazione che non ha accesso ad un servizio di depurazione di base non sarà raggiunto su scala mondiale se le tendenze attuali si confermano. Secondo il rapporto, la situazione attuale si esplica principalmente con «le cattive pratiche di gestione, la corruzione, l’assenza di istituzioni appropriate, l’inerzia burocratica e la debolezza degli investimenti nella sfera delle risorse umane e delle infrastrutture fisiche».

Un’acqua di cattiva qualità gioca un ruolo chiave nelle cattive condizioni di vita e nei grandi problemi di salute del mondo. Le malattie diarroiche e la malaria hanno ucciso circa 3,1 milioni di persone nel mondo nel 2002. Il 90% di queste vittime erano bambini di meno cinque anni. Si stima che circa 1,6 milioni di vite umane potrebbero essere salvate ogni anno se si migliorassero le condizioni di accesso all’acqua potabile, i servizi di depurazione e l’igiene.

La qualità dell’acqua diminuisce nella maggior parte delle regioni. Le cifre mostrano che diminuisce il numero di specie d’acqua dolce e che gli ecosistemi di acqua dolce si deteriorano rapidamente, spesso più velocemente degli ecosistemi terrestri e marini. Il rapporto sottolinea che il ciclo idrologico, necessario alla vita, ha bisogno di un ambiente sano per svilupparsi.