Più a rischio le specie «isolane»

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Il più grande cambiamento nella lista Rossa 2003 dell’Iucn è l’inserimento di 1.164 specie di piante che vivono in Ecuador, un primo risultato di una completa analisi delle circa 4.000 specie endemiche di piante di questo paese.
Il maggiore allarme riguarda le specie di piante e animali «isolane», più vulnerabili. Come l’albero dell’isola di S. Elena del Sud Pacifico, le cui ultime piante sopravvivevano fino a poco tempo fa nell’omonima isola, o molte specie di piante delle Hawaii, minacciate da piante straniere o dall’arrivo di specie domestiche come ratti e maiali.
Alle Hawaii anche la lumaca di Newcomb è minacciata dall’arrivo di invertebrati invasori. Tra le cicadi, annuncia la Lista Rossa Iucn, le più antiche piante da seme esistenti, oltre metà delle 300 specie valutate sono minacciate. Le piante sono in declino soprattutto in Ecuador, Malesia, Indonesia, Brasile e Sri Lanka, mentre i paesi che hanno il maggior numero di uccelli minacciati sono Indonesia, India, Brasile, Cina e Perù.
Tra gli uccelli da segnalare il drammatico declino degli albatros: tutte le 21 specie di uccelli marini tipicamente neozelandesi sono ora minacciate, a causa soprattutto dell’impatto con gli ami da pesca. Negli ultimi 65 anni si stima una perdita del 50% delle popolazioni. Il pesce gatto gigante del Mekong (il fiume giallo cinese dove è in costruzione la diga più grande del mondo) un «gigante» delle acque dolci asiatiche (fino a 300 kg) è una delle specie retrocessa nella categoria di minaccia critica nella Red List. Le cause sono l’eccessivo sforzo di pesca, la distruzione dell’habitat e la presenza di dighe, che costituiscono un ostacolo agli spostamenti. Le stime parlano di una diminuzione dell’80% delle popolazioni di pesce gatto gigante dal 1990 ad oggi.
Vi sono anche 11 specie di cavallucci marini per i quali vi è carenza di informazioni, per cui sono state inserite nella categoria «data deficient». Secondo gli esperti dell’Iucn le specie invasive sono la più grande minaccia per la natura nelle isole: maiali, gatti, ratti introdotti dall’uomo, mangiano le specie native o distruggono i loro habitat, come nelle isole Galapagos. «Le attività umane possono essere la maggiore minaccia per la biodiversità, ma possono rappresentare anche un aiuto per il recupero di molte specie – ha detto Achim Steiner, Direttore Generale dell’Iucn – come è successo ad esempio per l’ibis cinese crestato, per l’orice d’Arabia o per il rinoceronte bianco».