Un clone in valigia. L’avventura americana di una ricercatrice italiana

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Una ricercatrice italiana, emigra negli Stati Uniti per poter diventare un biologo molecolare, ritornerà dopo tre anni per sviluppare il suo progetto scientifico e umano

Adriana Albini, ricercatrice italiana, emigra negli Stati Uniti per poter diventare un biologo molecolare, ritornerà dopo tre anni per sviluppare il suo progetto scientifico e umano.
Quando parte per gli Stati Uniti, Alessandra, ricercatrice, porta con sé solo qualche indumento, una coperta, come Linus, e la speranza di diventare un biologo molecolare.
Tra supermercati senza confini e scarafaggi altrettanto giganti, automobili di fortuna e baseball improvvisato, trova pian piano se stessa, l’amicizia, una famiglia, e la realizzazione del suo sogno scientifico.
Isolerà un «clone», il Dna di una proteina nuova, forse importante per un tumore infantile.
Dopo tre anni in Usa deciderà di far rientro in Italia, portandosi dietro anche il suo «clone». Il gene in valigia sarà al tempo stesso il suo portafortuna e la base per un progetto scientifico e umano da completare in patria.
Adriana Albini è nata a Venezia e vive e lavora a Genova, presso l’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, Ist, dove attualmente è Direttore del Laboratorio di Oncologia Molecolare e Vicedirettore Scientifico di Ricerca. Ha due figli, Thomas e Silvia.
È membro dei consigli direttivi di numerose associazioni di ricerca e rappresentante europea dell’associazione americana «Donne per la Ricerca sul Cancro-Wicr».
Ha ricevuto il premio «Firenze Donna» per il settore ricerca scientifica nel 2000, il premio Amelia Earhart nel 2004 ed è stata finalista al premio «Focus» 2002. Ha pubblicato oltre duecento articoli di ricerca sperimentale su riviste scientifiche americane ed europee.
È autrice di poesie e racconti, ed è stata finalista al premio «Città dei Poeti» edizione 2002.
Nel 2001 ha pubblicato il giallo a sfondo biologico «Le ali della Fenice», Genesi Editrice, presentato al Salone del Libro di Torino. Collabora con il Secolo XIX, e con riviste e siti a stampa e on line, tra cui Sapere, Galileo e Mentelocale.