Cape Eleuthera Institute: esempio di una comunità sostenibile

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Mentre la maggior parte del resto del mondo continua ad ignorare l’urgenza di un cambiamento nel proprio stile di vita verso abitudini sostenibile, da anni, su un’isola dell’arcipelago delle Bahamas, il Cape Eleuthera Institute pratica e si fa promotore di uno stile di vita in armonia con l’ambiente.

Gli edifici dell’istituto sono stati costruiti utilizzando materiali locali e sono stati progettati affinché resistano per svariati decenni; tutti i letti, i tavoli, le scrivanie e i mobili sono stati fabbricati usando prodotti locali, in particolare il pino australiano, una specie invasiva che spopola sulle isole delle Bahamas e ha un impatto negativo sull’ambiente locale; i materassi sono costituiti da lana e cotone organici.

Il pavimento è stato costruito utilizzando sughero riciclato e mattonelle costruite con materiali riciclati e al 100% riciclabili. Non sono state utilizzate pitture tossiche o plastica durante la costruzione e le tubature sono state costruite senza l’utilizzo di Pvc, un tipo di plastica che contiene sostanze cancerogene, come alcune diossine.

Si tratta di edifici passivi, con pareti spesse per assorbire il calore esterno e creare un superisolamento, e la cui forma a volta è stata progettata per riflettere i raggi solari e ridurre la necessità di aria condizionata all’interno; il calore che si forma resta nella porzione superiore dell’edificio, lontano dalla zona dove lo staff lavora.

Gli edifici sono muniti di cisterne sotterranee in cui viene raccolta l’acqua piovana, che fornisce tutta la quantità di acqua necessaria; il consumo di acqua viene limitato grazie anche ad un sistema di scarico nei WC con un flusso di acqua molto basso (lo scarico del bagno è responsabile del 20% dei consumi domestici in Italia). L’acqua dello scarico viene poi convogliata in vasche settiche in cui i solidi si depositano sul fondo e i liquidi irrigano giardini ricchi di piante ornamentali e di piante di banane.

L’energia richiesta dall’istituto è fornita da un sistema di pannelli fotovoltaici sparsi sui tetti di vari edifici che, con i suoi 31,2 kW di potenza nominale, rappresenta il sistema solare più potente nelle Bahamas e permette all’istituto di produrre tra il 60 e il 70% dell’energia di cui necessita e risparmiare circa 10 000 euro l’anno, grazie anche all’energia prodotta da una turbina eolica capace di sostenere venti di quasi 200 Km orari e di produrre fino a 10 000 watt.

Gli edifici sono poi forniti di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria; ogni pannello riscalda un massimo di 190 litri di acqua, fino ad una temperatura di circa 80°C. I serbatoi in cui si trova l’acqua calda sono ricoperti da Teflon, una materia plastica resistente alle alte temperature. Il sistema permette all’istituto di risparmiare più di 600 euro l’anno.

L’istituto produce inoltre il proprio biodiesel utilizzato per le barche, le automobili del personale, i generatori, i camion e i pulmini dell’istituto. Ogni anno vengono prodotti quasi 70 000 litri utilizzati dall’istituto e dalla comunità locale, evitando così di importare biodiesel dall’estero. Il biodiesel viene venduto a metà prezzo rispetto al diesel dei distributori locali e fa risparmiare all’istituto ogni anno più di 28.000 euro; viene prodotto utilizzando l’olio di cucina che i ristoratori locali portano all’istituto, evitando così che lo stesso olio venga scaricato nell’ambiente.

Il Cape Eleuthera Institute rappresenta un esempio convincente delle scelte ecocompatibili che piccole comunità come scuole, edifici comunali, centri sportivi o ospedali potrebbero adottare.

Il nostro paese consuma circa il doppia di quello che il nostro suolo è in grado di produrre; una rivoluzione ecologica non è solo conveniente, ma sarà presto indispensabile.