Verso la Bioarchitettura

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Il settore edile divora circa il 40% delle risorse del pianeta, con un consumo di energia pari a circa il 30%, utilizza milioni di tonnellate di prodotti chimici e sintetici che inquinano l’aria e il terreno.

La bioarchitettura cerca di costruire edifici che abbiano il minimo impatto ambientale, con caratteristiche strutturali che coniughino efficienza energetica ed utilizzo di materiali rinnovabili.

Tra le migliori invenzioni della bioarchitettura, ci sono le case passive: migliaia sono già state costruite in Europa, soprattutto in Germania e Austria. Sono caratterizzate da un design intelligente, che, attraverso la forma dell’edificio e un orientamento strategico di superfici vetrate e stanze, massimizza l’esposizione degli interni alla luce solare e la ventilazione interna e, tramite il superisolamento delle pareti e del tetto, minimizza la perdita di calore.

Vengono poi utilizzati materiali rinnovabili e riciclabili, come legno, canapa, o paglia per le pareti, e il bambù o un ibrido fra carta riciclata e porcellana per i pavimenti, facendo risparmiare quantità notevoli di rifiuti durante la fase di costruzione.

L’efficienza energetica, oltre che tramite il design, viene raggiunta tramite l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia, quali pannelli solari e fotovoltaici o turbine eoliche; il tutto in grado di produrre un risparmio energetico del 90% rispetto ad una casa normale. Le bio case minimizzano infine il consumo di acqua, grazie ad un sistema di raccolta delle acque piovane e l’uso di materiali permeabili che consentano alle case il massimo assorbimento di acqua piovana.