Campi magnetici: cosa è pericoloso

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I campi magnetici a bassa frequenza, prodotti dagli elettrodomestici e dalle linee elettriche, già valutati nel 2007 come potenzialmente cancerogeni, restano pericolosi

Nella nostra vita quotidiana sono sempre di più le fonti di campi elettromagnetici: dai telefoni cellulari, agli strumenti elettronici sempre più sofisticati presenti nelle nostre case, fino al moltiplicarsi delle linee elettriche.

In risposta alle preoccupazioni derivate dall’aumento dell’esposizione quotidiana dei cittadini europei, il Comitato scientifico dei rischi sanitari emergenti e recentemente identificati (Scenihr) della Commissione europea, DG Salute e tutela dei consumatori, ha disposto l’aggiornamento del precedente parere del 2007: «Possibili effetti dei campi elettromagnetici (Cem) sulla salute umana».

L’aggiornamento è ora disponibile sul sito della Commissione europea. Oltre a fornire informazioni generali sui campi elettromagnetici prodotti dalle varie tecnologie, il rapporto affronta il tema della valutazione dei rischi sulla base dei lavori scientifici sul tema pubblicati tra gennaio 2007 e dicembre 2008.

In sintesi, lo studio classifica e valuta i campi elettromagnetici secondo gli intervalli di frequenza:

– frequenze radio, come quelle utilizzate nella telefonia mobile;

– le frequenze intermedie, come quelle emesse dagli schermi di computer e dai dispositivi anti-furto;

– frequenze estremamente basse, come quelle provenienti da linee elettriche ed elettrodomestici.

Sono inoltre valutati i campi magnetici statici, come quelli utilizzati nella diagnostica per immagini.

I possibili effetti sulla salute derivati dall’uso delle diverse tecnologie, vengono considerati per ciascun intervallo di frequenza.

Per quanto riguarda le frequenze radio, la sintomatologia riferita dagli utenti (essenzialmente mal di testa e stanchezza) non sembra da ricondurre all’esposizione a campi di radiofrequenza, ma piuttosto alle aspettative degli individui che percepiscono tale esposizione come nociva.

In merito agli effetti sulla salute dell’uso di telefoni cellulari, non ci sono evidenze riguardo all’aumento nel rischio di cancro per un utilizzo fino a dieci anni, mentre non ci sono dati sufficienti per stimarne l’effetto in seguito ad un uso per più di dieci anni.

Per quanto agli effetti a lungo termine sulla salute prodotti dai campi di frequenza intermedia, come quelli emessi dagli schermi dei computer e dai dispositivi anti-furto, la letteratura è risultata particolarmente scarsa e non significativa per l’aggiornamento dei dati. Le nuove tecnologie inducono tuttavia un significativo aumento dell’esposizione da queste fonti che andrà adeguatamente monitorato.

Viene invece confermato il parere precedente sui campi magnetici a bassa frequenza, prodotti dagli elettrodomestici e dalle linee elettriche, già valutati nel 2007 come potenzialmente cancerogeni.

In particolare, i nuovi studi epidemiologici rilevano che l’esposizione a campi magnetici derivati dalle linee elettriche indicano un possibile incremento di leucemie infantili.

L’analisi della letteratura ha anche evidenziato un possibile aumento dello sviluppo tra gli esposti al morbo di Alzheimer.

Gli esperimenti effettuati sugli animali e le colture cellulari non sono stati tuttavia in grado di convalidare le correlazioni ipotizzate.

La valutazione del rischio nell’utilizzo di apparecchi a campi magnetici statici, come quelli utilizzati nella diagnostica per immagini, non è ancora sufficientemente indagata negli studi disponibili. Resta dunque un campo da esplorare, soprattutto a tutela di coloro che usano costantemente tali tecnologie per lavoro.

In conclusione, per un’adeguata valutazione dei possibili effetti dei campi elettromagnetici sugli esseri umani, animali e piante, i dati disponibili sono ancora molto limitati, soprattutto nel lungo termine e a bassi livelli di esposizione.

Lo Scenihr (Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health Risks) è stato istituito nel 2004 per fornire alla Commissione europea inequivocabili pareri scientifici sulla sicurezza e sulla valutazione globale dei rischi connessi all’utilizzo delle nuove tecnologie, dei dispositivi medici, ecc. L’acronimo italiano è Csrseri comitato scientifico dei rischi sanitari emergenti e recentemente identificati. Affronta questioni emergenti o di nuova identificazione dei rischi su tematiche ampie, complesse e multi-disciplinari quali la resistenza agli antibiotici, le nanotecnologie, l’ingegneria dei tessuti, i prodotti del sangue, la riduzione della fertilità, i tumori degli organi endocrini, il rumore e campi elettromagnetici.

La DG salute e tutela dei Consumatori, presso la Direzione generale della Commissione europea, ha il compito di tutelare i cittadini consumatori europei vigilando sull’applicazione delle norme dell’Unione per la sicurezza dei prodotti, in particolare quelli alimentari, sui diritti dei consumatori e sulla tutela della salute delle persone. Garantisce che le autorità nazionali, regionali e i governi locali nei paesi dell’Unione europea applichino le direttive per la salute dell’Ue e le leggi di tutela dei consumatori.

(Fonte Arpat, Testo a cura di Debora Badii)