Verso Copenhagen Dopo la Cina anche l’India inquinerà meno

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Si tratta di ridurre, utilizzando come riferimento l’intensità carbonica (la stessa tipologia di impegno dichiarato dalla Cina) le proprie emissioni per unità di Prodotto interno lordo, del 20-25%

L’India, secondo indiscrezioni riportate ieri dal «The Times of India» e non ancora confermate ufficialmente, si orienterebbe a presentare a Copenhagen il proprio impegno volontario, simile a quello cinese e cioè una riduzione della propria intensità carbonica del 20-25%.

Si tratta di ridurre, utilizzando come riferimento l’intensità carbonica (la stessa tipologia di impegno dichiarato dalla Cina) le proprie emissioni per unità di Prodotto interno lordo, del 20-25%. L’intensità carbonica dell’India è di circa 2/3 più bassa di quella della Cina e ciò vuol dire, da un punto di vista generale, che lo sviluppo economico indiano utilizza meno combustibili fossili della Cina, processi industriali più efficienti di quelli cinesi ed una economia con maggiore presenza del terziario e dei servizi rispetto alla Cina, ma significa anche che la povertà in India è maggiore che in Cina.

Pertanto, nonostante il 20-25% di riduzione dell’intensità carbonica, il risultato che potrebbe conseguire l’India, in termini di decarbonizzazione del proprio sviluppo sarebbe nel prossimo decennio più elevato o al più uguale a quello che potrebbe conseguire la Cina con il 40-45% di decarbonizzazione.

Poiché la velocità di crescita del Pil cinese, almeno secondo le attuali tendenze, è maggiore di quella del Pil indiano, ciò farebbe supporre che nell’arco dei prossimi 10 anni, la crescita delle emissioni indiane sarà presumibilmente più rallentata della crescita delle emissioni cinesi. In altre parole, sulla base delle indiscrezioni riportate per l’India e quella dei giorni scorsi della Cina, quello che osserveremo in futuro sarà una riduzione del tasso di crescita delle emissioni indiane probabilmente superiore alla riduzione del tasso di crescita delle emissioni cinesi, cioè un risultato migliore dell’India rispetto ad un impegno apparentemente minore rispetto a quello cinese.

La quantificazione delle emissioni e la quantificazione della riduzione del tasso di crescita delle emissioni in base ai soli dati di decarbonizzazione è però praticamente impossibile perché tutto dipende dall’andamento futuro del Pil e dalla composizione degli elementi che formeranno il Pil in termini di settori di sviluppo economico (industriale, terziario servizi) ed in termini di innovazione tecnologica per migliorare l’efficienza energetica e dei processi produttivi.