Il quinto principio

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Vittorio Catani, Mondadori

È in edicola «Il quinto principio», un Urania «speciale» (Mondadori ed.) di Vittorio Catani. L’Autore ha lavorato vari anni a questo romanzo, un’opera «corale» in cui alle storie di protagonisti di maggiore evidenza si aggiungono quelle di personaggi secondari; alcune di queste storie si risolvono da sole, le maggiori confluiscono nel finale.

Lo scenario viene a delinearsi attraverso le vicende narrate e si colloca nel 2043. Ruolo fondamentale ha una nuova tecnologia delle telecomunicazioni, la «pem» (protesi elettronica mentale) che consente una sorta di Internet psichica. La società descritta è il risultato di un post-post-capitalismo a doppio binario i cui burattinai agiscono in modo occulto manovrando immense quantità di denaro, influenzando in modo schiacciante il mercato mondiale del lavoro e della produzione, mentre lo strapotere politico-economico passa attraverso il controllo della mente. Virus cerebrali; intere città vendute; degrado ambientale; metropoli ipogee per i meno abbienti (come Uny, ovvero Underground New York); turismo delle catastrofi; Seconda Secessione degli Usa; «democrazia estesa» (di fatto azzerata) in Italia; enormi fazendas con milioni di schiavi: sono alcuni aspetti di un mondo in cui si amplificano tendenze del presente. In tale contesto, dove i protagonisti si muovono avventurosamente, si manifestano all’improvviso eventi apocalittici che contraddicono le leggi fisiche note.

Alex Brandon Pantega ha ricordi intermittenti di una misteriosa personalità che ha teorizzato l’esistenza d’un Quarto e Quinto Principio della Termodinamica, e per questo è braccato dalla polizia; un misterioso committente incarica Martin di calcolare il valore monetario del pianeta Terra; Waldemar Pozharitskij scopre il Mondo B, una «zona» impossibile ma reale in cui ci si può trasferire, vivendo in forma d’energia pura… L’alternativa, per i protagonisti, è rimanere sulla Terra e azzardare il tutto per tutto.