Più decisione verso le energie alternative

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Sottosegretario Saglia: «Le fonti energetiche rinnovabili sono la grande sfida del futuro. L’Italia nei prossimi anni vuole avere un ruolo da protagonista della green economy»

«Le fonti energetiche rinnovabili sono la grande sfida del futuro. L’Italia vuole avere nei prossimi anni un ruolo da protagonista tra i grandi Paesi industrializzati per lo sviluppo della green economy». Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’energia, ha aperto così il convegno organizzato dallo stesso ministero a Roma, con la partecipazione dell’Aie (Agenzia internazionale per l’energia) e dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico).

L’incontro che si apre sullo scenario del Vertice ancora in corso a Copenhagen, ha preso spunto dalla presentazione di Paolo Frankl, direttore della Divisione per le Energie Rinnovabili dell’Aie di un Rapporto di 200 pagine, dal titolo Sviluppo e diffusione delle Energie Rinnovabili: principi per politiche efficaci. Si tratta di un’analisi comparativa dell’efficacia delle politiche di incentivazione delle energie rinnovabili adottate nei 30 Paesi dell’Ocse e nei 5 paesi del gruppo Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa). Il periodo in esame è il quinquennio dal 2000 al 2005 quando queste 35 nazioni già rappresentavano l’80% dell’elettricità da fonti rinnovabili, il 77% dell’energia rinnovabile termica (escluse le biomasse tradizionali) e il 98% dei combustibili alternativi per trasporto.

Paolo Frankl ha precisato che «lo studio evidenzia come solo un limitato numero di Paesi ha implementato efficaci politiche di stimolo dell’energia rinnovabile e che perciò esiste ancora una grande area di miglioramento.

L’Italia è tra i Paesi che in quest’ultimo triennio 2006-2009 ha mostrato sensibili segnali di ripresa, specialmente per il fotovoltaico. Lo sviluppo delle energie rinnovabili contribuisce non solo alla mitigazione dell’effetto serra ma può fornire un contributo importante al Paese in termini di sicurezza energetica e di sviluppo economico. L’analisi Aie evidenzia un notevole potenziale per le fonti rinnovabili in Italia. Oltre all’eolico, vi è un potenziale notevole in termini di biomasse e biogas per la cogenerazione, di solare termico e solare per la produzione di elettricità, nonché di utilizzo della geotermia. Frankl sottolinea anche che lo sviluppo di una filiera industriale delle fonti rinnovabili è pienamente compatibile con il tessuto economico italiano, caratterizzato da una presenza diffusa sul territorio di piccole e medie imprese».

Secondo l’Aie, comunque, riconoscendo in tali fonti un immenso potenziale di sviluppo, gli stessi Governi dovrebbero fare di più per raggiungere gli obiettivi fissati dalla Direttiva eropea al 2020 e avviare la transizione delle rinnovabili verso la mass market integration, ovvero verso la piena competitività rispetto alle altre fonti energetiche.

Negli ultimi anni, alcuni paesi hanno compiuto notevoli progressi nel promuovere le energie rinnovabili, il cui mercato si è di conseguenza considerevolmente ampliato.

Forte la raccomandazione dell’Aie all’Italia a proseguire con decisione nella strada intrapresa per rimuovere le barriere non economiche, garantire tempi certi e ridurre i rischi d’investimento, investire maggiormente nelle reti e nelle infrastrutture, ridurre nel tempo gli incentivi economici alle rinnovabili.

Il Rapporto formula alcuni principi guida che dovrebbero ispirare le scelte dei policy maker: rimozione delle barriere non economiche, predisposizione di un quadro normativo trasparente che attragga gli investimenti, introduzione di incentivi transitori per sostenere l’innovazione tecnologica, sviluppo di un pacchetto di incentivi ad hoc tarati sulla maturità delle tecnologie, piena considerazione dell’impatto sul sistema energetico globale delle tecnologie rinnovabili quando saranno disponibili su larga scala.

«L’obiettivo di questo Governo – afferma il Sottosegretario Saglia – è creare un mix energetico che includa 25% di nucleare, 25% di fonti rinnovabili e 50% di idrocarburi». Infine sostiene Saglia che «il rilancio delle rinnovabili dovrà andare di pari passi con il rilancio delle regioni del Mezzogiorno particolarmente ricche di queste materie prime».

Dal punto di vista legislativo, il 30 maggio scorso è stato approvato un decreto per l’installazione dei singoli generatori eolici e per il futuro l’obiettivo è «coniugare politiche per le rinnovabili con politiche per l’efficienza energetica e definire le linee guida per lo svolgimento del procedimento unico di autorizzazione degli impianti».

Secondo le stime dell’Aie quasi il 50% delle forniture mondiali di energia elettrica dovrà, in futuro, provenire da fonti energetiche rinnovabili se si vogliono dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2050 al fine di ridurre i significativi e irreversibili impatti sul cambiamento climatico.

A commentare i dati del Rapporto l’ingegnere Guido Bortoni, Capo Dipartimento Energia del ministero dello Sviluppo Economico, Corrado Clini, direttore Generale del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Giovanni Lelli, commissario dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), Emilio Cremona, presidente del Gestore dei Servizi Energetici.

(Fonte ministero allo Sviluppo economico)