E comunque l’accordo di Copenhagen va firmato

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Evidenziata l’urgenza di concludere pienamente l’accordo internazionale inizialmente auspicato per far fronte ai cambiamenti climatici

Aggiornando la stampa per la prima volta ad un mese dalla conclusione della conferenza mondiale di Copenhagen sui cambiamenti climatici dello scorso dicembre, il Segretario Esecutivo dell’Unfccc, Yvo de Boer ha evidenziato l’urgenza di concludere pienamente l’accordo internazionale inizialmente auspicato per far fronte ai cambiamenti climatici.

La conferenza di Copenhagen, infatti, ha mancato questo obiettivo, ma è comunque riuscita ad ottenere tre risultati importanti, secondo De Boer: 1) ha sollevato la questione dei cambiamenti climatici al massimo livello governativo; 2) ha prodotto l’«Accordo di Copenhagen», che rispecchia un consenso politico nel lungo periodo; 3) ha permesso alle negoziazioni di progredire nell’elaborazione di un insieme quasi completo di decisioni per dare attuazione ad azioni climatiche immediate.

Ora, ha proseguito il Segretario Esecutivo, siamo in un periodo di calma che i Paesi possono sfruttare per fare tesoro dei risultati già ottenuti e per prepararsi a portare a compimento il lavoro intrapreso.

In una nota pubblicata agli inizi della settimana, inoltre, il Segretariato dell’Unfccc ha ricordato alle Parti della Convenzione che il 31 gennaio 2010 scadono i termini per sottoscrivere il suddetto «Accordo di Copenhagen», fornendo alcune spiegazioni utili ai Paesi che intendono inviare la propria adesione. I risultati saranno in seguito raccolti e pubblicati.

La Presidenza Spagnola dell’Ue, da parte sua, ha dichiarato che durante il proprio mandato semestrale cercherà di lavorare per conseguire un’attuazione immediata dell’Accordo di Copenhagen.

Fonti e ulteriori informazioni

(Fonte Focal Point Ipcc per l’Italia)