Ipcc corregge: Non scomparirà il ghiaccio dell’Himalaya

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Un rapporto del 2007 dell’intergovernativo Panel on Climate Change (Ipcc) affermava che il riscaldamento globale avrebbe potuto causare la scomparsa di migliaia di ghiacciai himalayani

Lo studio scientifico dei ghiacciai(glaciologia) è cominciato in tempi abbastanza recenti; infatti, se pure descrizioni di ghiacciai non mancavano del tutto sin dal secolo XVI, è solo con De Saussure, verso la fine del sec. XVIII, che s’iniziano i primi studi sui ghiacciai alpini.
Nei primi decenni del secolo XIX si fece forza un’idea che i ghiacciai abbiano avuto, in un periodo geologico passato, un’estensione maggiore di quella presente, tanto da lasciare impronte in regioni molto estese; ciò concorse a stimolare lo studio dei ghiacciai attuali.
Così le conoscenze, fondamentali anche dal punto di vista della glaciologia generale, sui grandi ghiacciai delle regioni polari e delle catene americane e asiatiche sono il lavoro quasi esclusivo del XXI secolo.

Un rapporto del 2007 dell’intergovernativo Panel on Climate Change (Ipcc) affermava che il riscaldamento globale avrebbe potuto causare la scomparsa di migliaia di ghiacciai himalayani, se si fosse mantenuto lo stesso ritmo di scioglimento. Previsione errata; ma il capo della commissione Onu dei climatologi ha liquidato l’ipotesi di sue dimissioni dopo l’errata proiezione che i ghiacciai dell’Himalaya sarebbero scomparsi entro il 2035.

Ovviamente l’India e alcuni ricercatori sul clima hanno criticato aspramente l’Ipcc per aver esagerato la previsione sui ghiacciai himalayani, che forniscono stagionalmente acqua a nazioni come la Cina e l’India.

Difatti, se quei ghiacciai sparissero, la rete fluviale in Asia, essenziale per l’irrigazione, ne sarebbe gravemente danneggiata: i 10 principali fiumi che solcano il territorio asiatico potrebbero prosciugarsi nei prossimi 50 anni. E centinaia di migliaia di persone in India, Pakistan e Cina ne subirebbero le gravi conseguenze.

Quindi, errori nei rapporti Ipcc possono essere effettivamente dannosi e davvero poco perdonabili, dato che le conclusioni sono una guida per le politiche governative.