Edilizia – Quella proroga va abolita

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Il Comitato delle Associazioni chiede il ripristino dell’art.1 comma 289 della Finanziaria 2008 relativo all’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nei regolamenti edilizi comunali

Il decreto «Milleproroghe» mantiene fede al suo nome e rinvia una serie di adeguamenti e provvedimenti in materia ambientale. Ad esempio proroga al 30 giugno 2010 il termine ultimo per l’adeguamento delle ecopiazzole, i centri di raccolta, già in esercizio in base a disposizioni regionali o locali, al Dm 8 aprile 2008. e in materia di inquinamento atmosferico, proroga di 2 anni l’adeguamento degli impianti. Gli impianti e le attività già in esercizio al 29 aprile 2006, rientranti nel campo di applicazione del Dlgs 152/2006 ma non in quello del Dpr 203/1988, avranno tempo fino al 29 aprile 2013 per adeguarsi al Codice ambientale. L’adeguamento, nella versione originaria dell’articolo 281, avrebbe dovuto verificarsi entro il 26 aprile 2009, ed era già stato posticipato di due anni dal Dl 248/2007.

Ma la proroga che sta sollevando un vero vespaio è quella che riguarda le nuove costruzioni.

Il Comitato formato da 16 Associazioni ambientaliste e del settore industriale delle energie rinnovabili, dopo aver appreso che il Senato, nella seduta dell’11 febbraio 2010 ha approvato il maxi-emendamento al Dl 194/2009 «Milleproroghe», ha introdotto una nuova proroga per l’introduzione nei regolamenti edilizi comunali dell’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella realizzazione di edifici di nuova costruzione: dal 1° gennaio 2010 al 1° gennaio 2011.

Ha per questo diffuso una nota in cui sottolinea:

«L’obbligo per l’impiego delle fonti rinnovabili nella realizzazione dei nuovi edifici, era stato introdotto con l’articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008. Il suo rinvio comporterà un grave danno al nostro Paese, non solo per le sanzioni a cui dovremo fare fronte, ma in particolare per la battuta d’arresto inflitta a quelle forme di sviluppo economico-sociale sostenibili che il settore delle fonti rinnovabili e della green economy in generale sta perseguendo (al 2020, creazione di almeno 250.000 nuovi posti di lavoro diretti e indiretti nel settore e contributo all’incremento del PIL superiore all’1,5%).

«Per questo chiediamo ai rappresentanti della Camera dei Deputati di adoperarsi affinché nell’esame del Dl 194/2009 «Milleproroghe» venga ripristinato il contenuto dell’articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008 a partire dal 1° gennaio 2010».

Articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008

«289. All’articolo 4 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni, il comma 1-bis è sostituito dal seguente: «1-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2009, nel regolamento di cui al comma 1, ai fini del rilascio del permesso di costruire, deve essere prevista, per gli edifici di nuova costruzione, l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento. Per i fabbricati industriali, di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati, la produzione energetica minima è di 5 kW».