E perché non una sezione di Geologia ambientale?

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La richiesta registrata da alcuni soci abruzzesi della Società geologica italiana. Questa esigenza scaturisce da una serie di riflessioni che seguono l’attività della ricerca scientifica nel campo delle Scienze della Terra

Istituire una sezione dedicata alla Geologia Ambientale; è questa la proposta della Sgi (Società geologica italiana) che vuole offrire il «punto di vista geologico» allo sviluppo del nostro Paese. La proposta è stata registrata da alcuni soci abruzzesi della Sgi, che hanno evidenziato la possibilità di attivare una nuova Sezione dedicata alla Geologia ambientale, con l’obiettivo di approfondire l’attività di divulgazione e di formazione culturale, accompagnata quest’ultima da un dibattito costante sulle disparate tematiche geologico-ambientali di ricorrente impatto sociale.

Questa esigenza scaturisce da una serie di riflessioni che seguono l’attività della ricerca scientifica nel campo delle Scienze della Terra, ricerca che negli ultimi anni ha fatto registrare notevoli progressi e ha permesso una più approfondita e globale comprensione dei processi e degli sviluppi naturali, elementi questi che hanno aumentato la consapevolezza che il principio guida per il raggiungimento di un’elevata riqualificazione ambientale, accompagnata da una gestione responsabile del territorio, dell’ambiente e delle georisorse, è il raggiungimento della massima sostenibilità ambientale. Ma il concetto di sostenibilità ambientale perseguito attraverso «il punto di vista geologico», spesso si sposa male con il mondo delle istituzioni e della società civile in generale, mondo che concepisce ancora le Scienze della Terra come uno strumento tecnico e culturale al servizio indubbio dello sviluppo sostenibile della società ma subordinato ad un approccio ancora puramente ingegneristico tradizionale.

Pochi, infatti, sanno o ignorano di saperlo, che la Geologia, attraverso l’analisi spazio-temporale dei vari processi ambientali, è in grado di fornire le informazioni necessarie a chiarire, per esempio, quale sarà l’evoluzione di un sistema costiero o di un versante montuoso, oppure quali siano le motivazioni che rendono instabile un pendio collinare o il perché una faglia debba stabilirsi attiva e un’altra inattiva. Viene, in altre parole, ancora spesso trascurato quello che può essere definito il «punto di vista geologico» e quindi l’assoluto apporto che le Scienze della Terra possono mettere a disposizione per uno sviluppo integrale e migliorativo del nostro Paese. E questo scenario è anche molto presente nel mondo della scuola dove gli insegnamenti connessi alle Scienze della Terra vengono impartiti ancora in maniera fortemente disorganica; quello che si apprende non è una visione connessa delle relazioni uomo-ambiente geologico ma tanti insegnamenti scomposti e settoriali carenti di una visione essenziale d’insieme.

Come risposta a queste esigenze crescenti, la Società Geologica italiana risponde con la pubblicazione delle Guide Geologiche Regionali e con la più recente realizzazione di una rivista telematica di divulgazione scientifica online denominata «Quaderni della Società Geologica Italiana». Spunti importanti ma limitanti per un raggiungimento finale che è quello di una maggiore presenza della comunità geologica nella società.

Quest’ultima, infatti, esclusi i momenti di emergenza sismica, vulcanica o di catastrofi idrogeologiche, continua ad avere un insufficiente peso di immagine anche nelle questioni di recente natura ambientale, eliminando la possibilità che lo studio e la ricerca prodotta su questi temi possa essere messa a disposizione e creare conseguenti vantaggi alla società.

Questo scenario può essere attribuito al fatto che la comunità accademica (e professionale) non abbia saputo radicarsi nella società civile e non abbia ancora imparato a fare opinione, gruppo di pressione, movimento culturale. Fatte queste premesse, si capisce l’importanza nell’idea di istituire una nuova Sezione dedicata alla Geologia ambientale, sezione questa da intendersi come un momento d’incontro e di interazione fra le varie competenze disciplinari delle Scienze della Terra, che devono essere messe al servizio di tutti ed entrare nella logica comune al fine di perseguire l’obiettivo principale che è quello di sensibilizzare gli enti territoriali e la società civile in generale, alla conoscenza dei temi geologico-ambientali di particolare attualità e di grande rilevanza sociale.

Si tratta di un compito non facile il cui obiettivo ultimo può essere ottenuto solo se la Sezione di Geologia ambientale riuscirà ad articolarsi in Sezioni regionali ben legate al territorio. Le varie Sezioni dovranno sviluppare un importante ruolo informativo a favore delle comunità regionali, attraverso l’elaborazione di programmi di divulgazione e la promozione di una serie di progetti rivolti alle scuole, agli enti pubblici, ai mezzi di comunicazione, ai cittadini interessati, per far conoscere il fondamentale ed insostituibile ruolo delle Scienze della Terra nella sue varie tematiche, che sono, ad esempio:

– la valutazione delle pericolosità naturali legate agli eventi sismici distruttivi, all’erosione delle coste, agli eventi alluvionali, ai fenomeni franosi, ai processi erosivi, ecc.;

– la prevenzione e la mitigazione degli effetti degli eventi naturali parossistici;

– la pianificazione ambientale e territoriale a livello regionale, provinciale e comunale;

– la pianificazione d’uso e la gestione sostenibile delle georisorse;

– l’analisi e le soluzione di un vasto range di problematiche geologico-ambientali;

– la valutazione delle interazioni tra l’ambiente geologico e gli interventi antropici;

– la salvaguardia e la valorizzazione del Patrimonio Geologico e la caratterizzazione dei materiali per il recupero e la conservazione dei Beni Culturali.

Un grande progetto per una imponente causa, nella speranza che sia questo il momento tanto atteso di inserimento efficace ed efficiente della comunità geologica, con tutte le sue conoscenze e i suoi saperi, nella società.