Sismi a ripetizione – Qualcosa sta accadendo laggiù

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In seguito al sisma in Cile, l’Ohio State University ha reso noto che l’America meridionale va verso Ovest. A Concepción, la località più vicina all’epicentro, lo spostamento ha toccato i tre metri e quattro centimetri; Valparaíso s’è mossa di ventisette centimetri. Mendoza, in Argentina, si è sposata di otto centimetri e la capitale Buenos Aires di due

Italia, Haiti, Turchia, Cile ed infine Cina.

Gli eventi sismici si susseguono ormai con una vicinanza temporale inquietante e tutti accomunati dalla violenza devastante degli effetti.

La Ohio State University da quasi vent’anni tiene sott’occhio il movimento delle placche terrestri.

E ora, in seguito al tremendo sisma in Cile, di 8,8 della scala Richter, ha emesso un verdetto sconcertante: il terremoto ha letteralmente spostato l’America meridionale verso Ovest.

A Concepción, la località più vicina all’epicentro, lo spostamento ha toccato i tre metri e quattro centimetri; Valparaíso s’è mossa di ventisette centimetri.

Ma anche l’Argentina ha subito un moto: Mendoza si è sposata di otto centimetri e la capitale Buenos Aires di due.

Dimostrazione questa di come le placche della Terra si evolvano continuamente, potendo creare o distruggere, nel corso di milioni di anni, montagne, vulcani o pianure. Come ci ha spiegato recentemente in un’intervista Leonello Serva, avanzando anche una esemplifcazione delle relazioni fra i terremoti sulla base di teorie scientifiche note.

Un terremoto, o sisma, è un’improvvisa vibrazione del terreno prodotta da una brusca liberazione di energia e tale energia si propaga in tutte le direzioni sotto forma di onde. Onde che, a loro volta, generano spostamento.

Quest’ultimo avviene sia verticalmente, sia orizzontalmente.

Di solito le rotture, ed i conseguenti spostamenti, si hanno lungo linee preferenziali chiamate faglie, e il punto preciso da cui si propaga il terremoto è detto ipocentro, mentre lo stesso punto, portato in verticale sulla superficie terrestre, si chiama epicentro.

Una faglia è sostanzialmente una frattura nel terreno, profonda anche vari chilometri, lungo la quale avvengono i movimenti del sottosuolo. Infatti una faglia non è altro che una linea di minore resistenza della roccia sottoposta a pressioni.

Gli effetti diretti dei terremoti sulle strutture e sul paesaggio sono collegati alla deformazione del suolo in corrispondenza della faglia la cui rottura ha generato l’evento sismico.

Tali effetti sono limitati esclusivamente all’area interessata dalla spaccatura. La maggior parte delle rotture causate dai terremoti, che possano essere relazionate direttamente con la faglia principale, raggiungono raramente la superficie.

Il fenomeno comincia a destare serie preoccupazioni quando le conseguenze della frattura risalgono in superficie.

Ma la preoccupazione maggiore è che ci possano essere legami a doppio filo tra tutti i gravi eventi sismici verificatisi nel mondo negli ultimi anni e in particolare negli ultimi mesi, l’ultimo dei quali in Cina. A maggior ragione lasciano perplessi certe dichiarazioni di esperti che non hanno dubbi sulla non relazione. Strano che ricercatori non se ne pongano.

Secondo il rapporto annuale 2009 dell’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), presentato a Roma, nell’ultimo biennio si sono manifestati infatti solo in Italia «in modo straordinario tre eventi che hanno superato la soglia di magnitudo locale 5»: quello della costa calabra (profondità ipocentrale molto elevata, che non ha procurato danni), quelli avvenuti nell’area del Frignano (danni a chiese e campanili) e i rilevanti eventi nella zona dell’Aquila. I picchi di intensità, rileva l’Ispra, sono stati causati da «una particolare vulnerabilità sismica associata alla presenza di sedimenti alluvionali recenti non consolidati».