Nel relitto al largo di Panarea anfore con 2000 anni di biodiversità

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Sono stati ritrovati, nel contenuto separato attraverso il passaggio su una pila di setacci, numerosi organismi marini a guscio calcareo. L’analisi di tali organismi potrà definire alcuni aspetti relativi ai cambiamenti della diversità biologica nel tempo

Le anfore ritrovate all’interno del relitto scoperto a largo di Panarea dalla Soprintendenza del Mare, potrebbero contenere 2000 anni di biodiversità marina. Alla sensazionale scoperta della nave affondata, risalente al I sec. d.C., si accompagna infatti la possibilità di ricostruire la storia a livello climatico e non solo.

Il posizionamento delle anfore sul fondo, che le vede quasi tutte integre e con la bocca inclinata e rivolta contro la corrente, le rende, infatti, collettori di biodiversità raccolta nel corso di duemila anni. All’interno dell’anfora prelevata sono stati ritrovati, nel contenuto separato attraverso il passaggio su una pila di setacci, numerosi organismi marini a guscio calcareo. L’analisi di tali organismi potrà definire alcuni aspetti relativi ai cambiamenti della diversità biologica nel tempo.

«Gli studi dei componenti isotopici degli elementi chimici che costituiscono la struttura degli organismi ritrovati – afferma Franco Andaloro responsabile della campagna di ricerca dell’Ispra – potranno dare importanti indicazioni sulle condizioni oceanografiche dell’area eoliana e del cambiamento climatico nel corso degli ultimi duemila anni».

Gli studi, che saranno condotti nei laboratori dell’Ispra in Sicilia, potranno dare anche informazioni sul vulcanismo eoliano e l’acidificazione.  Ulteriori approfondimenti saranno effettati sulle anfore che saranno prelevate in futuro dalla soprintendenza del mare siciliana.

(Fonte Ispra)